Quante volte abbiamo usato o abbiamo sentito questa frase: Stare “cu ‘e pacche dinto’a ll’acqua”. Ormai è diventata un’espressione di un uso così comune che probabilmente non ci chiediamo neanche cosa significa in realtà.

Immersi con le natiche nell’acqua, letteralmente questa espressione significa questo. E noi campani la conosciamo bene, tanto che adoriamo immergersi nelle acque del nostro splendido mare. Eppure, dietro questa visione che ci trasmette benessere c’è un significato più profondo che si riferisce a tutt’altro.

Stare “cu 'e pacche dinto'a ll'acqua” pescatori rete
Pescatori rete

Stare “cu ‘e pacche dinto’a ll’acqua” è un detto napoletano utilizzato per indicare una situazione di povertà. Studi sulle tradizioni napoletane e modi di dire sono riusciti a risalire al vero significato di questa espressione. La frase napoletana deriverebbe dalla pesca con la sciaveca. Si tratta di uno strumento utilizzato in passato dai pescatori napoletani. La sciaveca è una grande rete che date le sue enormi dimensioni doveva essere manovrata direttamente dall’acqua. Per questo i pescatori si immergevano o “calavano” nell’acqua. Quindi i pescatori svolgevano quest’attività con l’acqua che gli arrivava fin sopra alle ginocchia, fino a toccare le natiche (le pacche).

L’attività di pesca richiedeva un enorme sforzo fisico per questo veniva usata l’espressione Stare “cu ‘e pacche dinto’a ll’acqua”, per indicare la fatica. Ma come si è arrivati a considerare un’espressione legata alla miseria?

La spiegazione è sempre legata ai pescatori. Questa categoria di persone era considerata a Napoli tra le fasce più povere della popolazione. Un’attività che veniva intrapresa da chi si trovava in condizioni difficili. Ed ecco perchè Stare con le pacche nell’acqua indica una situazione di povertà.

Pubblicato da Stefania Lombardi

Scrivere e viaggiare è la mia passione. Amo la mia terra e sono affascinata dalle tradizioni. Di borgo in borgo, di castello in castello, di sapore in sapore lungo le rotte che conducono al cuore d'Italia ed al suo patrimonio artistico, culturale, storico, religioso, enogastronomico e naturalistico.

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