Spettacolo teatrale: Poker

Poker è una commedia a tinte fosche che porta in scena le disillusioni di sei uomini che tutte le domeniche sera giocano a carte

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poker - spettacolo teatrale

Poker è una commedia a tinte fosche, opera prima del drammaturgo britannico Patrick Marber. Andato in scena al Teatro Stabile di Genova, l’allestimento porta in scena le disillusioni di sei uomini che tutte le domeniche sera vanno alla ricerca di un senso di riscatto giocando a carte nel seminterrato di un ristorante.

Nell’adattamento italiano di Carlo Sciaccaluga messo in scena con la regia di Antonio Zavatteri, Poker è una dark comedy coprodotta dalla Compagnia Gank e dal Teatro Stabile di Genova. L’opera è liberamente tratta dal testo teatrale Dealer’s Choice (in italiano La scelta del mazziere, titolo con cui fu già portato sulle scene del nostro Paese), scritto e diretto dal celebre drammaturgo, sceneggiatore, attore e regista britannico Patrick Marber.

Patrick Marber porta in scena il poker

Sceneggiatore di Closer, che nel 2004 divenne un film di successo (diretto da Mike Nichols e interpretato da Jude Law, Natalie Portman, Julia Roberts e Clive Owen) e di Diario di uno scandalo (Notes on a scandal), per la cui sceneggiatura non originale ricevette una candidatura agli Oscar nel 2006, Marber esordì nel 1995 al National Theatre di Londra con la prima rappresentazione di Dealer’s Choice.

Conosciuto anche con il nome di Texas Hold’em, Omaha Hi e Seven Card Stud – al giorno d’oggi sono davvero numerose le varietà di poker tra cui poter scegliere per giocare dal vivo o nelle poker room virtuali – il poker è un gioco che assume diverse connotazioni di natura psicologica, che ben si prestano a essere interpretate sul palcoscenico. Nell’opera di Marber, viene utilizzato come espediente con cui portare a galla le intime inclinazioni dei protagonisti, mettendone a nudo le ambizioni e i fallimenti.

Poker: la trama

poker teatro

Poker, la versione italiana di Dealer’s Choice, è un’opera teatrale ambientata in un modesto ristorante nella periferia londinese nella metà degli anni Novanta. La passione per i tavoli verdi è il fil rouge che lega i protagonisti i quali, approfittando del lunedì di chiusura, ogni domenica notte giocano a poker nello scantinato del locale.

Chi si occupa di gestire il tutto è il proprietario Stephen, che vede nella consueta sfida domenicale anche l’unica occasione per incontrare il figlio Carl, un giovane dal fare riservato e incurante con la propensione al gioco d’azzardo. Alla serata prendono inoltre parte il cuoco Sweeney – separato dalla moglie, soffre per la lontananza della figlia – e i due camerieri Frankie e Pollo. Il primo è uno spavaldo donnaiolo con il sogno di trasferirsi a Las Vegas per diventare un player professionista, mentre il secondo è un uomo dal fare un po’ impacciato che ambisce ad aprire un locale di sua proprietà nel Mile End di Londra.

A sorpresa, si unisce alla cricca un personaggio misterioso: si tratta di Ash, enigmatico cliente del ristorante. Essendogli debitore di una grossa somma persa al gioco, Carl lo convince a partecipare alla partita della domenica sera in modo da poter saldare il debito rifacendosi sugli altri partecipanti.

La sfida ha inizio non senza un susseguirsi di avvincenti colpi di scena, e con i personaggi che tra una mano e l’altra cercano di trovare e di dare un senso alla propria esistenza. Il ritmo e i dialoghi sono incalzanti, lo humour di commedia è preciso e tagliente, adattandosi alla perfezione allo stato emotivo di un gruppo di uomini che identificano nella sconfitta dell’avversario la vittoria sui propri fantasmi personali.

Il poker come metafora della vita

In Poker, il celebre gioco da tavolo diventa un pretesto per osservare le azioni e le reazioni dei protagonisti seduti al tavolo verde. I personaggi sono caratterizzati da tratti psicologici che ben li definiscono. La sconfitta diventa un ennesimo pretesto per rimandare a un’altra volta le proprie ambizioni di cambiamento o per riflettere sulle proprie debolezze.

La partita, alla fine, viene vinta da Stephen. Quest’ultimo, tuttavia, cede i soldi vinti ad Ash per saldare il debito del figlio ludopatico. In un climax magistralmente studiato e portato avanti con grande cura, padre e figlio restano soli a osservare la crisi del loro difficile rapporto familiare.

Conclusioni

Poker è una commedia dolceamara, figlia della contemporanea drammaturgia d’Oltremanica, che ricorda allo spettatore quanto sia difficile mettersi in gioco e fare i conti con la realtà.