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A scuola di napoletano …in fondo siamo tutti un po’ scugnizzi

A scuola di napoletano …in fondo siamo tutti un po’ scugnizzi

Chiunque conosce almeno una parola della lingua partenopea. Un po’ perché  i napoletani sono ovunque e perché soprattutto gli stranieri sembrano aver imparato più il napoletano che l’italiano. Alla stregua di un dizionario con le parole inglesi base da conoscere, per trascorrere una tranquilla vacanza napoletana,  bisogna conoscere almeno i termini più utilizzati, per non rischiare di sentirsi un pesce fuor d’acqua, ma anche per non “farsi fare fesso”.  Il napoletano, come tutte le lingue, ha le sue regole grammaticali che sono assolutamente da rispettare. Se per esempio volete dare il giusto peso a quello che dite alcune parole vanno ripetute due volte. Dire solo kian (piano), non da veramente l’idea di una cosa veramente lenta, dicendo invece “kian kian” si prefigura davanti a voi un’immagine a rallentatore. Così a volte per rafforzare un concetto in napoletano bisogna ripetere più di una volta le parole, nell’altro senso può anche accadere che con sole due parole si esprima il concetto di un’intera frase. Un esempio? La lettera “i” da sola esprime il verbo andare: c n vulimm i (ce ne vogliamo andare). Inoltre ci sono alcune parole o modi di dire che solo ultimamente sono entrate nel linguaggio comune e che di certo non si può dire che manchino di originalità. Ecco alcune iconografie che possono aiutarvi in vari momenti, ma veramente in tutti.

Del resto la fantasia è una vera arte a Napoli.

Scritta nei quartieri di Napoli. A scuola di napoletano

Scritta nei quartieri di Napoli. Foto da Flickr

Scuola di napoletano: frasi di uso comune

Buongior – Buongiorno

Bonaser – Buonasera

Quant ven? – Quanto costa

Grazie Assai – Grazie

Nun’t capisc – Non ti capisco

Aggia Capit – Ho capito

Scusat aro sta o gabinett? – Scusi dove si trova la toilette?

Accà – Di qua

Allà – Di là

Quann pass o pullman? – Quando passa l’autobus?

Facimmo na cosa ‘e juorno! – Vediamo di muoverci

Tené ‘a capa fresca e Tené ‘a capa sciaqua – non ha altro a cui pensare, una persona sciocca, vuota, povera di contenuti

Tené ‘a capa sulo pe spartere ‘e rrecchje – persona che ha la testa vuota che serve solo per dividere le orecchie

Scuola di napoletano: i nuovi termini

scinneme a cuollo – non starmi cosi’ col fiato sul collo!

accirete’- metti fine alla tua vita

Chiattillo letteralmente significa “piattola”; termine ultimamente molto usato. In gergo è sinonimo di persona molto attaccata agli schemi ed alla norme di comportamento. Di solito il chiattillo è il figlio di buona famiglia che vive alle spalle del padre benestante.

Intalliarsi –  Intrattenersi in un luogo con pretesti vari, equivale a “perdere tempo”. Te staie ‘n’tallianne: stai perdendo tempo.

o frate tuoio – si usa anche se una persona non si conosce affatto. Significa “fratello caro”.

Pariare dal verbo napoletano parià, ovvero, digerire, fermentare, è usato dai giovani per comunicare diversi stati emotivi, tra cui: “divertirsi moltissimo”, “stato d’ebbrezza dovuto ad uso di sostanze eccitanti”, “divertirsi alle spalle di qualcuno”. E’ fondamentalmente un neologismo campano nato negli ultimi anni, con significati differenti: “Pariare” – “divertirsi”, “Pariare addosso…pariare su…” – “prendere in giro”, “Pariare con” – spesso usato nel senso di “baciarsi con”.

ciè accise – ci hai ucciso, ci hai reso esauriti. Viene spesso rivolto ad una persona molesta.

About Stefania Lombardi

Si occuperà dell’organizzazione dei contenuti presenti sul sito, curandone l'ottimizzazione per i motori di ricerca. Inoltre il suo compito prevede la progettazione della veste grafica del portale. Stefania Lombardi è laureata in Turismo. Grazie a questo percorso ha acquisito buone conoscenze in materia di programmazione delle politiche per il turismo. Ha esperienza nell’ambito del Web Marketing e del Seo avendo lavorato presso un’agenzia on line di viaggi. Nutre un grande interesse per le tradizioni e feste popolari.

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