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Sant’Angelo dei Lombardi: il Castello e il borgo

Sant’Angelo dei Lombardi: il Castello e il borgo

Sant’Angelo dei Lombardi, un borgo incantanto in provincia di Avellino, che cela le devastazioni del terremoto del 1980. Il catastrofico evento ha colpito l’alta Irpinia e soprattutto questo borgo, che fortunatamente ha saputo rialzarsi grazie anche alle meraviglie che custodisce.L’impianto della cittadina è tipicamente medievale, con una strada centrale che termina alla Cattedrale dedicata a Sant’Antonio.

Per ricordare la anscita del paese dobbiamo andare al IX secolo quando i Longobardi divisero il territorio della Longobardia minor in due parti, una con capitale Benevento ed una con capitale Salerno. Fu in quel periodo che i longobardi salernitani eressero una serie di fortificazioni a difesa del confine tra cui il castello di Sant’Angelo dei Lombardi la cui costruzione favorì la formazione del borgo che prese il nome proprio dai suoi fondatori. Il periodo di massimo splendore è stato quello normanno-svevo, successivamente passò ai Caracciolo intorno al 500 in quanto Sergianni Caracciolo accordandosi con Giovanna II si fece concedere il feudo di Sant’Angelo che poi donò al fratello Marino. Dopo questo momento il feudo venne acquistato dagli Imperiale che lo tennero fino al 1807. Napoleone ne fece un centro nevralgico-amministrativo, venne qui collocato il tribunale oltre ad esserci la diocesi già da centinaia di anni. I cittadini del borgo irpino non furono estranei ai moti carbonari e durante la rivoluzione partenopea anche in paese fu piantato l’albero della libertà che ancora oggi si conserva. A causa del terremoto dell’80 il borgo è stato gravemente danneggiato e ancora oggi si conservano le tracce del cataclisma.

Il Castello di Sant’Angelo dei Lombardi

Il Castello di Sant’Angelo dei Lombardi, edificato dai Longobardi risale al X secolo e sorge nel punto più alto dell’antico nucleo urbano. Il fortilizio longobardo venne trasformato in Castello durante la dominazione Normanna nel 1076. Nella seconda metà del XVI secolo, il maniero fu oggetto di numerose ricostruzioni che contribuirono a mutarne l’aspetto medioevale, trasformandolo in una sontuosa residenza gentilizia. A quest’epoca risalgono i lavori per lo spostamento dell’ingresso principale dal fianco occidentale a quello meridionale.

Le trasformazioni più sostanziali furono volute dal Caracciolo nel XVI secolo e dal Principe Placido Imperiale nel 1768. Il terremoto del 1980 che aveva gravemente danneggiato la struttura del Castello rese necessaria una profonda ristrutturazione. Nel XIX secolo il Castello è stato utilizzato prima come sede di tribunale e carcere, poi come sede dell’archivio notarile e di alcuni uffici della magistratura.

La Cattedrale

Nella strada che porta alla Cattedrale si incontra il portale di casa Ricciardi con un busto virile nella chiave dell’arco e il palazzo Loreto che ha un giardino pensile nel lato che affaccia sulla strada Fuori le Mura ed ha inglobato probabilmente una torre di difesa antica. La Chiesa Cattedrale presenta in facciata delle linee arrotondate e morbide tarde forse dovute ad un restauro susseguito a dei terremoti, il portale è invece ancora cinquecentesco. In facciata compare San Michele, il Salvatore, Sant’Antonino a cui è dedicata la Chiesa. Nell’interno non sono più presenti gli affreschi perduti a causa del terremoto dell’80. Conserva invece ancora la Madonna di Montevergine, il Battesimo di Gesù di scuola del Solimena, il Salvatore di Domenico Vaccaro e il Crocifisso ligneo precedentemente conservati al Goleto. Nella cripta si conserva l’altare marmoreo che precedentemente era al Goleto ed un dipinto con la Madonna del Latte, una delle poche raffigurazioni che si sono salvate della Vergine con il seno scoperto.

Abbazia del Goleto

La struttura dell’Abbazia comprendeva un doppio monastero, uno maschile e l’altro femminile, con altrettanti chiostri, una chiesa superiore ed una inferiore, un casale ed un cimitero. Nel 1515 alla morte della badessa si decretò anche la fine della comunità femminile che era stata soppressa dieci anni prima da papa Giulio II. Il monastero, quindi, fu unito a quello di Montevergine, che provvide ad assicurare la presenza di alcuni monaci. Iniziò così una lenta ripresa fino alla metà del Settecento quando si portò a termine il restauro del monastero e si realizzò la chiesa grande ad opera di Domenico Antonio Vaccaro. Nel 1807 il sovrano di Napoli, Giuseppe Bonaparte, soppresse l’Abbazia e il corpo di San Guglielmo fu traslato a Montevergine. Il monastero restò abbandonato fino al 1973.

Della Chiesa del Vaccaro oggi si possono  ammirare l’ingresso a tre archi, il portale in pietra, i resti dei tre altari marmorei e delle alte cortine murarie stuccate. Incantevole è il chiostro, interamente in pietra, con archi e spazi interni, il giardinointerno con la Torre Febronia, eretta nel 1152 su ordine dell’omonima Badessa. Visitabile è anche la chiesa inferiore, nata come cappella funeraria, presenta una pianta a due navate, separate da altrettante colonne. Il vero gioiello dell’Abbazia è di sicuro la Cappella di San Luca costruita per accogliere le spoglie del santo. Dei numerosi affreschi cinquecenteschi che arricchivano la chiesa non restano che due medaglioni, raffiguranti le badesse Scolastica e Marina, e qualche episodio della vita di San Guglielmo.

 

About Stefania Lombardi

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