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Occhio e malocchio: a Napoli il corno protegge dalla “mala ciorta”

Occhio e malocchio: a Napoli il corno protegge dalla “mala ciorta”

 

Immagine del corno napoletano

Il corno napoletano

Quante volte lo avrete invocato o stretto tra le mani o semplicemente tenuto in tasca, poiché questa credenza partenopea è talmente forte che ha valicato i confini del territorio. Tutti i napoletani ne sono coscienti, lo amano, lo venerano, ci credono e lo scongiurano. Di quale oggetto sto parlando? O’ curniciell, o semplicemente il corno, un emblematico antidoto e scudo contro ogni malefico influsso. La mala ciorta a Napoli, infatti, viene combattuta semplicemente  entrando in possesso di questo oggetto dal colore rosso.

Ed ora ditemi: chi di voi non ha mai scongiurato una cattiva notizia con questo simbolo? A ben vedere tutti ne hanno uno in casa o attaccato alle chiavi, per la serie “non è vero…ma ci credo”.  Rosso e fatto a mano il corno napoletano è, senza dubbio, il più diffuso amuleto italiano.

Le sue origini sono antichissime e risalgono addirittura ai tempi del Neolitico (3500 a.C.), quando gli abitanti delle capanne usavano apporre fuori dall’ uscio un corno come auspicio di fertilità. Specialmente in quei tempi la fertilità veniva associata alla fortuna in quanto, più un popolo era fertile, più era potente e quindi fortunato. In altri tempi i corni venivano usati come doni votivi alla Dea Iside, affinché la Dea Madre assistesse gli animali nel procreare. La mitologia ci informa che Giove donò alla sua nutrice un corno in segno di gratitudine e questo era dotato di virtù magiche in modo che, la nutrice, potesse ottenere tutto ciò che desiderava.

Il corno però per poter funzionare deve seguire delle precise istruzioni. Il compito “anti iella” si compie se viene eseguita la regola delle tre R. Il corno deve essere Rosso, perché già nel Medioevo ogni talismano rosso aveva doppia efficacia e il rosso simboleggiava la vittoria sui nemici. La seconda R sta per Rompere, infatti questo oggetto delle essere fatto a mano in terracotta o corallo, poiché deve potersi rompere. Questo perché quando è ormai saturo di negatività si rompe e ciò dimostra l’efficacia. La terza regola della R vuole che il corno sia Regalato e non deve essere mai comprato. Quando si regala un corno bisogna che lo si attivi perciò si chiede alla persona che lo riceve di aprire la mano sinistra e gli si punge il palmo con la punta del corno, da quel momento il corno è attivo e può iniziare a funzionare.

Se invece si ha intenzione di tenerselo in casa per proteggerla dagli influssi negativi di persone che la frequentano è indispensabile strofinare la punta sull’uscio e poi appenderlo all’ingresso.
Inoltre si pensa che per adempiere alla sua funzione scaramantica, il corno deve risultare: “tuosto, stuorto e cu ‘a ponta”, rigido, storto e con la punta.

Beh non resta che dirvi…Buona fortuna!

About Stefania Lombardi

Si occuperà dell’organizzazione dei contenuti presenti sul sito, curandone l'ottimizzazione per i motori di ricerca. Inoltre il suo compito prevede la progettazione della veste grafica del portale. Stefania Lombardi è laureata in Turismo. Grazie a questo percorso ha acquisito buone conoscenze in materia di programmazione delle politiche per il turismo. Ha esperienza nell’ambito del Web Marketing e del Seo avendo lavorato presso un’agenzia on line di viaggi. Nutre un grande interesse per le tradizioni e feste popolari.

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