genealogia di gesù luca

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Che la tavola genealogica di Luca sia quella di Eli, nonno di Gesù; 2. Mt 1:12; Lu 3:27; 1Cr 3:17-19. Un problema nella genealogia di Luca. L'equivalenza dei due nomi è confermata da 2 Re 23,34; episodio in cui il faraone cambia il nome del re Eliakim in Joiakim. Matteo divide la genealogia da Abraamo a Gesù in tre parti di 14 generazioni ciascuna. J.A.Soggin scrive: "Su questa teoria della complementarità dei due poteri, quello civile e quello religioso, si è fondata tutta una speranza in seno al tardo giudaismo, specialmente in seno all'apocalittica: quella in un duplice Messia". Lo stesso vale per Matteo: egli senza dubbio consultò il registro ufficiale e copiò da esso, se non ogni nome, almeno quelli necessari a dimostrare la discendenza di Gesù da Abraamo e Davide. In ogni suo passo l'autore del Vangelo di Matteo usa il termine il Cristo. Luca a questo punto del suo vangelo, come presentato in Matteo 1, presenta la genealogia di Gesù, partendo dal suo padre putativo Giuseppe e indicando 73 persone prima di lui sino a giungere ad Adamo, che Luca definisce "...il Figlio di Dio", per un totale di 75 persone tra Dio e Gesù. La descrizione della nascita o natività di Gesù (o soltanto Natività, per antonomasia) è contenuta nei vangeli secondo Matteo e secondo Luca oltre che nel Protovangelo di Giacomo. Per esempio Esdra, nel provare la propria discendenza sacerdotale, in Esdra 7:1-5, omise diversi nomi riportati nell’elenco della discendenza sacerdotale in 1 Cronache 6:1-15. — Mt 1:17. Nel Vangelo secondo Matteo la genealogia parte da Abramo e giunge, di padre in figlio fino a Gesù, saltando gli antenati durante la deportazione a Babilonia; nel Vangelo secondo Luca è fornita a partire da Gesù di figlio in padre fino ad Adamo«figlio di Dio». [11]. Secondo Brown alcuni hanno teorizzato che il nome di Davide preceda quello di Abramo poiché l'autore di Matteo ha cercato di enfatizzare la linea di sangue davidica di Gesù. Studiosi di stampo femminista, come Amy-Jill Levine, sostengono l'idea che questa presenza di donne serve invece a sottolineare lo stampo patriarcale della genealogia vista la preponderanza di nomi maschili, mentre Brown sostiene che serve a mostrare che il volere di Dio non è per nulla condizionato dallo spirito dell'epoca. I nomi elencati sono nomi molto frequenti in quell'epoca storica e per questo motivo lo studioso Gundry suppone che l'autore di questa lista li abbia attinti in maniera casuale da parte delle Cronache, mescolandole in maniera da non rivelare il suo artefatto. Entrambe le genealogie (sia in Matteo che in Luca) indicano la discendenza da Davide, per mezzo di Salomone e per mezzo di Natan. Pertanto, sarebbe molto strano, se Giuseppe fosse il figlio di un matrimonio di levirato, avere un elenco genealogico che ripercorresse i suoi antenati attraverso il padre naturale" e inoltre "Giacobbe ed Eli sarebbero stati fratelli di sangue se ". — Lu 3:35, 36. Ad esempio, "l'ipotesi del matrimonio di levirato potrebbe spiegare, al massimo, solo le discrepanze alla fine delle genealogie; offre poco aiuto con le altre divergenze tra le liste. [Nota 2] L'autore del Vangelo di Matteo ha la tendenza a fare uso di una sillabazione che corrisponde a quella dei Settanta piuttosto che al Testo Masoretico, suggerendo così che furono proprio i Settanta ad essere l'origine della sua genealogia. Matteo inserisce la genealogia all'inizio del Vangelo. Nella terza sezione, dall'esilio babilonese a Gesù, ci sono ancora solo tredici generazioni; e questa volta non è possibile risolverlo facendo appello alla generazione non menzionata della prima persona chiamata (Jechoniah) perché la sua generazione è stata l'ultima della seconda sezione!". Non dovettero far altro che copiare le tavole genealogiche pubbliche, che la nazione accettava pienamente, relative alla discendenza di Davide e del sacerdozio e a qualsiasi altro aspetto per cui fosse richiesto di dimostrare la propria discendenza. . 1Cr 3:19). [Nota 4] La loro presenza nella genealogia di Gesù deve essere considerata in contrasto con la tendenza di una parte degli israeliti verso la purezza etnica e in particolare con la proibizione dei matrimoni misti introdotta da Esdra. il comandamento "Non nominare il nome di Dio invano"). Raymond Brown ha suggerito che queste varianti non si occupano tanto della discussione a favore o meno della concezione verginale, quanto a favore della dottrina della verginità perpetua di Maria; entrambe sembrano tentativi di evitare di fare di Giuseppe il marito di Maria, e quindi di sopprimere il suggerimento di attività sessuali tra di loro. Attendibilità delle genealogie dei Vangeli. Il Gesù natanico, rappresentante della linea sacerdotale, a cui resero omaggio i pastori nella mangiatoia come descritto da Luca, sarebbe stato invece un genio dell'amore, dell'empatia. Un’ipotesi sul modo di contarli è la seguente: da Abraamo a Davide, ci sono 14 nomi; poi si inizia il secondo gruppo di 14 nomi da Davide per finire con Giosia; infine si inizia la terza serie di 14 nomi con Ieconia (Ioiachin) terminando con Gesù. La genealogia di Gesù Solo i Vangeli di Matteo e di Luca forniscono notizie sugli antenati di Gesù: Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. (Mt 1:17) Questa divisione può essere stata fatta come ausilio mnemonico. essendo figlio, come si credeva, di Giuseppe, figlio di Eli”. [17] [Nota 3], La tradizione ebraica è stata reinterpretata in ambito esoterico alla luce della doppia genealogia di Gesù tramandata dai Vangeli, che sarebbe da ricondurre all'effettiva esistenza di due diversi bambini Gesù,[19] entrambi discendenti da Davide, ma uno per parte di Salomone, l'altro per parte di Nathan. Tale teologo ritiene che questo errore sia dovuto al fatto che "Matteo attinse due liste genealogiche già esistenti nelle liste greche che, a loro volta, erano parzialmente dipendenti dalle genealogie che si trovavano nella LXX [e inoltre] Matteo apportò alcuni cambiamenti in esso, specialmente aggiungendo i nomi di donne che, nonostante l'irregolarità della loro storia o situazione coniugale, erano impiegate da Dio per realizzare il Suo piano e preservare la linea messianica. La presenza di quattro donne nella genealogia matteana (Tamar, Rut, Raab, e Betsabea) è una peculiarità, di cui hanno discusso molti biblisti. Quindi Matteo stava tracciando la genealogia naturale di Giuseppe, la discendenza regale di Davide attraverso la quale il diritto legale al trono fu trasmesso da Giuseppe al figlio adottivo, Gesù. Forse il più evidente problema riguardante questo aspetto della genealogia è che se Giuseppe non è altro che un padre provvisorio di Gesù, si pone la questione del motivo per cui Matteo, dedicasse i versi precedenti alla sua genealogia. http://bibbiaparrocchia.altervista.org/ [47] Anche secondo Girolamo ciò suggerisce che l'autore di Matteo incluse queste figure per mostrare quanto pressante fosse la necessità di una riforma dei costumi, mentre .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}Gundry vede in essa un tentativo di giustificare le origini umili di Gesù mostrando come grandi personaggi del passato avessero origini altrettanto oscure. Agli occhi di diversi studiosi, nel momento in cui la lista di nomi si allontana dalla genealogia riconosciuta dei sovrani ebraici essa è stata interamente fabbricata ad arte fino a raggiungere l'identità riconoscibile del padre di Giuseppe. 1 Da Natan, Luca prosegue la genealogia di Gesù seguendo la linea materna, mentre Matteo continua seguendo quella paterna. Non deve sembrarci strano il fatto che esistano due genealogie. Le genealogie di Gesù Cristo sono presentate in Matteo 1:1-17 e in Luca 3:23-38. — 1Cr 3:17-19; Esd 3:2; Lu 3:27. Alcuni studiosi vedono queste seconde versioni come prove contro la dottrina del concepimento verginale di Gesù, mentre altri postulano che il testo originale aveva solamente parole del tipo "e Giuseppe era il padre di Gesù", seguendo il modello dei versi precedenti, e che successivamente furono alterate per chiarire che questa non era una parentela biologica. . [senza fonte] La Chiesa d'Oriente, invece, nelle poesie liturgiche di Efrem il Siro ritenne peccaminosa la condotta di queste antenate, addirittura esagerando l'irregolarità del loro comportamento sessuale, ma la spiegò con l'ardente desiderio di partecipare alla realizzazione della profezia messianica di Giacobbe a Giuda in Gn 49, 10-12.[48]. Tuttavia, ci sono buoni motivi per credere che Matteo e Luca stanno tracciando genealogie interamente diverse. Tommaso d'Aquino aggiunse all'ipotesi di Ireneo quella che Maria appartenesse alla tribù di Levi per parte di madre. Perciò possiamo essere certi che sia Matteo che Luca consultarono queste tavole genealogiche. Se la genealogia di Gesù in Matteo o in Luca fosse stata errata, sarebbe stato facile per quegli oppositori dimostrarlo dato che fino al 70 E.V. Per i cristiani più conservatori questa frontiera può essere senza alcuna demarcazione, poiché ci sono ancora molti che non riconoscono che il materiale dell'infanzia ha un'origine e una qualità storica molto diversa da quella del resto dei Vangeli". Secondo il cristianesimo occidentale la loro presenza è utile per insegnare che «il nostro Signore e salvatore Gesù è venuto per questo fine: per prendere su di sé i peccati degli uomini». I quattro Vangeli canonici nulla dicono né dei genitori di Maria Vergine né di quelli di Elisabetta. Accedi Iscriviti; Nascondi. Gli elenchi indicano poi che Zorobabele ebbe due figli, Resa e Abiud, e a questo punto le linee si separano di nuovo. Alla voce GENEALOGIA è stato spiegato che oltre a molte registrazioni private di proprietà delle famiglie, gli ebrei tenevano registrazioni genealogiche pubbliche che i cronisti, come Esdra, potevano consultare per compilare i loro elenchi; e inoltre che i pubblici registri esistevano ancora nel I secolo, evidentemente fino al 70 E.V. Secondo la genealogia di Luca e Gesù risulterebbe "figlio di Davide" anche secondo la carne tramite Nathan, uno dei tanti figli di Davide, ma non discenderebbe né da Salomone né dagli altri re di Giuda che sacrificarono agli idoli. Ciò significa che la genealogia di Matteo salta Acazia, Atalia, Ioas, e Amasia. [...] Luca ha utilizzato una fonte della genealogia davidica diversa da quella di Matteo. Questa prima parte di Matteo 1:8 coincide con la lista dei Re di Giudea che è presente in diverse altre parti della Bibbia. 291-301, 304, 443-448. I nomi tra quello di Zorobabele e Zadok (Abiud, Eliakim, ed Azor) non sono noti in nessun altro documento precedente al Vangelo di Matteo, inducendo molti studiosi, compreso Gundry, a supporre che l'autore di quest'opera li abbia semplicemente inventati. Rüthy, in Bo Reicke, Leonhard Rost (Hrsgs.). Il Nuovo Testamento fornisce due narrazioni della Genealogia di Gesu`, una si trova nel Vangelo di Matteo (Matteo 1:1-17) e l'altra si trova nel Vangelo di Luca (Luca 3:23-38).L'Albero Genealogico di Gesu` nel Vangelo di Matteo inizia con Abramo, mentre in quello di Luca inizia con Adamo, ma questa non e` l'unica differenza. (In effetti, insistendo ulteriormente, vorrei chiedere: se uno fa appello all'intenzione di Dio di sostenere che le genealogie devono essere storicamente riconciliabili, perché Dio non ha ispirato ciascun evangelista a darci lo stesso resoconto?) Il messaggio su Gesù, figlio di Giuseppe, non è che sia anche figlio di Giacobbe (Matteo) o di Eli (Luca) ma che teologicamente è "figlio di Davide, figlio di Abramo" (Matteo), e "Figlio di Dio" (Luca)". Tuttavia nel contare i nomi si riscontra che sono 41 e non 42. Si tratta di donne per lo più straniere e con situazioni matrimoniali irregolari: Tamar (1,3); Racab (1,5a); Rut 3:23-24 Gesù quando incominciò il suo ministero aveva circa trent’anni ed era figlio, come si La teoria di un matrimonio levirato risolve così poco e ha così tante difficoltà che dovrebbe essere abbandonata come soluzione nel problema delle due genealogie e persino nel problema più limitato della sovrabbondanza di nonni di Gesù". Quella di Gesù è l’unica … Ora la dottrina biblica sembra muoversi in una fase di ricerca più feconda, mentre cerca di recuperare il valore delle storie d'infanzia a livello teologico" e che "in un certo senso le narrazioni della nascita e dell'infanzia di Gesù sono le ultime frontiere da attraversare nell'incessante avanzamento dell'approccio scientifico (critico) ai Vangeli. Ru 4:12, 18-22 e Mt 1:3-6. Anche la madre Maria del Gesù natanico e il padre Giuseppe di quello salomonico sarebbero morti in seguito; pure i loro genitori erano tra l'altro omonimi. Nel passo odierno del Vangelo, l’apertura di quello di Matteo, viene descritta per intero la “genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide”. Ho visto in essa le tracce del Dio della vita che mi ha condotto fin qui? Per esempio, il Codex Koridethi recita: La prima versione rappresenta ancora lo stesso modello usato nelle traduzioni moderne, in quanto pur evitando l'espressione contorta del testo usuale, il suo cambiamento nella voce passiva, si sforza di distanziare Giuseppe dalla parentela con Gesù, per sostenere il concepimento verginale. Gesù è la nostra benedizione, cioè la nostra verità, la nostra vita. Siamo spiacenti, c’è stato un errore nel caricamento del video. nel Talmud diversi testi fra cui: B. Suk 52a, un testo che potrebbe essere precedente alla distruzione del Tempio secondo David C. Mitchell, "Messiah ben Joseph in the Babylonian Talmud". Domande per l’approfondimento. Perché la genealogia di Gesù Cristo riportata da Matteo differisce da quella di Luca? Gundry asserisce che la struttura di questo passaggio tenta di ritrarre Gesù come il culmine delle genealogie del Vecchio Testamento. A questo proposito, la suddivisione in tre sottoliste di quattordici nomi non era originariamente presente, ma venne scoperta solo dopo l'errore dello scriba, con Matteo 1:17, che discute quella suddivisione come un'aggiunta successiva al testo. Anche se in queste tavole c’era qualche omissione, ciò non sminuiva quanto gli scrittori evangelici si prefiggevano di fare e fecero, cioè presentare la prova, legalmente e pubblicamente riconosciuta, della discendenza di Gesù il Messia. Mt 1:8 con 1Cr 3:10-12. L'autore del Vangelo di Matteo aggiunge al nome di Asa una "φ". Secondo Giovanni Crisostomo, il primo a segnalare l'estraneità di queste figure nella genealogia di Gesù, la loro inclusione nella lista era un modo per indicare che Gesù era il Salvatore non solo del popolo ebreo ma anche dei Gentili. Vittorio Messori[49] indica che gli errori o la cattiva condotta di alcuni personaggi sono un indizio a favore della veridicità storica dei vangeli canonici: non avrebbe infatti giovato in alcun modo, per il cristianesimo delle origini, inventare a posteriori una genealogia con caratteristiche negative. Sull'attendibilità storica delle due fonti evangeliche riguardanti la Natività, molti studiosi, anche cristiani, reputano che i resoconti dei vangeli di Matteo e Luca - oltre a vari problemi di inconciliabilità - abbiano carattere non storico ma teologico e siano stati probabilmente aggiunti successivamente. Naturalmente, Abramo, il cui nome è elencato per primo, doveva essere generato; e così Matteo può intendere che la generazione non menzionata di Abramo venga considerata come la quattordicesima generazione. La differenza che si riscontra in quasi tutti i nomi della genealogia di Luca in paragone con quella di Matteo è semplicemente dovuta al fatto che Luca seguì la discendenza di Davide dal figlio Natan, invece che da Salomone come fece Matteo. Tali discrepanze investono tutti i periodi storici citati e, ad esempio, "Matteo assegna un nome, Aram (mai menzionato nel Pentateuco), e solo due generazioni ad un periodo che tradizionalmente (e forse di fatto) durò circa 400 anni (Gen15,13; Esodo12,40). Una spiegazione plausibile è che gli autori si rifacessero entrambi a una fonte ebraico-aramaica andata perduta (la cosiddetta fonte Q), ma non avendo trovato in questa alcuna discendenza, o solo una discendenza incompleta, nel momento della redazione greca del vangelo abbiano tentato di colmare questa lacuna seguendo due genealogie distinte. Le genealogie hanno lo scopo di inserire Gesù all'interno del suo popolo, in Matteo, e dell'umanità, in Luca, e sono costruite sul simbolismo dei numeri. Il Vangelo di oggi ci dice: “Genealogia di Gesù Cristo”. Poi ripete l’espressione “deportazione in Babilonia” collegandola con Giosia e i suoi figli. L'esoterista austriaco Rudolf Steiner ha riproposto ai primi del Novecento la tesi dei due Gesù, argomentandola in una conferenza del 1913. Resta però incerto se sia stato l'autore originale del Vangelo di Matteo a compiere l'ipotetico errore e se sia stato un copista successivo. (Mt 1:6; Lu 3:31) Esaminando gli elenchi di Matteo e di Luca riscontriamo che, dopo essersi separate con Salomone e Natan, le due linee discendenti si ricongiungono con due personaggi: Sealtiel e Zorobabele. Ma si dovrebbe tenere presente che molto probabilmente le differenze che si riscontrano negli elenchi genealogici di Matteo e Luca erano già presenti nei registri genealogici allora in uso e pienamente accettati dagli ebrei, e non si tratta quindi di cambiamenti fatti da Matteo e Luca. E cosa si ottiene se genealogie così diverse si riconciliano quando le altre parti delle due narrazioni dell'infanzia sono apparentemente del tutto inconciliabili?". L'esistenza di questa tradizione esoterica in ambito cristiano sarebbe comprovata, per esempio, da alcune opere di Raffaello, Defendente Ferrari, Bernard van Orley, Spanzotti, Bergognone.[18][20]. [24] John Dominic Crossan[25], tra i cofondatori del Jesus Seminar, ritiene - analogamente, tra gli altri, agli esegeti della Bibbia di Gerusalemme[26], al teologo cristiano Rudolf Bultmann[27], agli studiosi del "Nuovo Grande Commentario Biblico"[28] e al biblista Bart Ehrman[29] - che le narrazioni di Matteo e Luca, "caratterizzate da una tale libertà compositiva", non abbiano carattere storico ma rispondano alle necessità teologiche degli evangelisti, mentre Raymond Brown[30] - che considera questi due resoconti dell'infanzia non storici e in contraddizione tra loro, tanto che "gli sforzi per armonizzare le narrazioni in una storia unica sono del tutto irrealizzabili" - ritiene che gli autori dei Vangeli di Matteo e Luca abbiano inserito, probabilmente dopo la stesura dei loro vangeli, tutto o parte dei racconti delle natività in base alle proprie necessità redazionali e teologiche e considera gli "evangelisti come autori veramente creativi e non semplici redattori". Nella genealogia di Luca, che va da Adamo a Gesù, i nomi contemplati sono quelli di settantasette antenati, che possiamo dividere in undici settenari. Riguardo alla discrepanza di Matteo, che divide la genealogia di Gesù in tre gruppi di 14[39], Raymond Brown[40] - analogamente ad altri studiosi, come quelli dell'interconfessionale Bibbia TOB[41], quelli del "Nuovo Grande Commentario Biblico"[42], il biblista Bart Ehrman[43] - osserva: "Matteo sapeva contare? Un uomo può essere vero solo in Cristo, per Cristo, con Cristo. L'autore ha così cambiato il nome del successore di Abiu, Il terzo nome proviene da un altro importante sacerdote - Azariah - che l'autore abbreviò in.

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