Maschio Angioino: la storia della dimora affacciata sul mare

Maschio Angionio è il nome che è stato dato a Castel NUovo, una delle dimore più famose di Napoli che patroneggia sul lungomare

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Maschio Angioino

Il Maschio Angioino, conosciuto anche con il nome di Castel Nuovo, è una maestosa dimora che abbraccia chi proviene dal mare.

La fortezza fu voluta da Carlo d’Angiò e costruita intorno al 1279. Il Catello fu costruitìto per essere un simbolo della città e suo baluardo di guardia. Il progetto e la costruzione del maniero furono diretti dall’architetto Pierre de Chaule che completò l’opera in soli 5 anni, creando la maestosa fortezza e una dimora per i reali.

Maschio Angioino, nome con il quale è comunemente chiamato il Castel Nuovo deriva da un termine medievale fiorentino, il mastio, che indica una struttura con più torri.

La struttura iniziale del castello medievale è stata coperta da nuove costruzioni e rifacimenti. Una delle poche strutture risalenti alla sua costruzione è la Cappella Palatina, situata nel cuore del castello. Restaurata in gran parte già nel XV secolo per alcuni danni subiti a causa del terremoto del 1456, all’interno la cappella presenta una tipica struttura medievale con strette finestre gotiche che illuminano la sala e quel che resta dei suoi splendidi capolavori, tra i quali uno splendido ciclo di affreschi.

Alcuni documenti attestano la mano di Giotto, che fu ospite alla corte degli Angiò e per l’occasione dipinse alcune opere con storie del Vecchio e del Nuovo Testamento.

Con il passare degli anni il Catello ha subito molte modifiche soprattutto per il passaggio tra diverse casate. Quando nel 1443 arrivò Alfonso il Magnanimo d’Aragona che conquistò Napoli, la struttura per suo ordine fu riordinata e protetta con mura difensive e un meraviglioso arco trionfale all’entrata. Questo eretto tra il 1453 al 1468, segnava un passaggio tra l’arte gotica e quella d’età moderna e celebrava il successo di Alfonso e della sua dinastia.

All’inizio del XVI secolo Castel Nuovo fu dotato di nuovi bastioni e dei fossati che corrono tutt’intorno alla struttura. I torrioni sono 5 e segnano tutto il perimetro trapezoidale della struttura.

Da citare inoltre è la Sala dei Baroni, dove fino al 2006 si è riunito il consiglio comunale di Napoli, voluta come sala del Trono già da Roberto d’Angiò che impegnò anche qui Giotto per la decorazione. Alfonso il Magnanimo volle il rifacimento di questo ambiente, da parte dell’architetto spagnolo Guillem Sagrera, che da allora si presenta quasi perfettamente di forma cubica sormontato da una volta ottagonale e attorniata da piccole finestre, alle quali si accedeva grazie ad un altro capolavoro architettonico quale è la scala a chiocciola presente ancora nella torre del Beverello.

Castel Nuovo oggi è un meraviglioso palcoscenico per eventi della città. E’ sede permanente del Museo Civico ed al II° e III° livello della fortezza vi è custodito l’enorme tesoro bibliotecario della Società napoletana di Storia Patria, nata nel 1875.

 

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