Il linguaggio dei gesti a Napoli: una tradizione sempre attuale.

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Corna ... Tiè!

Gesto: movimento delle mani o del corpo con cui si accompagna il discorso p per mezzo del quale si esprime uno stato d’animo.

Partiamo da questa definizione per analizzare il linguaggio dei gesti napoletani. E’ risaputo che nel capoluogo partenopeo, il linguaggio verbale è sempre accompagnato da un’estesa e complessa serie di espressioni del corpo. Per un napoletano parlare a telefono unendo la voce al gesto è d’obbligo e la cosa più esilarante è che un suo concittadino solo osservando il movimento delle mani riuscirebbe a cogliere il senso della discussione. Polsi che ruotano, mani che si aprano e che si chiudono, dita che si uniscono… sono tutti “mezzi veloci” per esprimere stati d’animo che espressi solo a parole non avrebbero lo stesso peso.

Le mani!
Le mani!

Anche la scaramanzia a Napoli il più delle volte viene tradotta con i gesti. In quelle che sono situazioni che “portano male” la prima cosa che fa un napoletano sono le famose CORNA che sono da sempre considerate un antidoto contro il malocchio. Il linguaggio del corpo è ormai diventato un’espressione della cultura partenopea e non si potrebbe mai chiedere ad un “terrone” di mettere le mani in tasca durante una conversazione. I gesti più usati nella quotidianeità napoletana, sono ormai elementi essenziali del linguaggio, così, qualora vi capitasse di trovarvi nel mezzo di una discussione con un napoletano, non vi spaventate se gesticola, o fa strani gesti… A Napoli, nun s fà nient p senza niente! Anzi, chiedetegli di spiegarvi cosa voglia dire quel gesto, che per voi può non significare nulla, o almeno niente di particolare, mentre a Napoli, solo quel gesto racchiude tutto il discorso. 

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