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Le tradizioni di Santo Stefano: cosa si mangia e cosa si fa in Campania

Le tradizioni di Santo Stefano: cosa si mangia e cosa si fa in Campania

Forse non ci siamo mai chiesti perché il 26 Dicembre, giorno di Santo Stefano, è rosso sul calendario. Viene percepito come una continuazione del Natale, m pochi sanno che Santo Stefano è diventato “rosso di calendario” solo nel 1947 e che, precedentemente, era una giornata lavorativa.

Santo Stefano è il primo martire della cristianità che morì lapidato nel 36 d.C. La ricorrenza si festeggia subito dopo il giorno del Natale poiché Stefano era il più vicino al percorso di Cristo in vita e fu il primo a testimoniarne la parola, morendo per lui. Per questo è uno dei compagni di Gesù, le cui vite si ricordano a partire dal giorno dopo la nascita di Cristo.  Quindi nel giorno di Santo Stefano la Chiesa commemora i martiri, coloro che hanno creduto e seguito la parola di Cristo fino all’estremo sacrificio.

Il giorno di Santo Stefano viene celebrato anche fuori dall’Italia, nel Nord e dell’Est Europa, sia dai cristiani che dagli ortodossi. Nei paesi anglosassoni, invece, il 26 Dicembre è il boxing day, durante il quale le persone fanno doni ai più poveri della società.

Inoltre a Santo Stefano in Campania iniziano le rappresentazioni dei Presepi viventi che prendono vita in tutti i borghi campani dove la tradizione e la passione degli abitanti mantengono viva questa meravigliosa rappresentazione.

DOVE VEDERE I PRESEPI VIVENTI IN CAMPANIA >>> Presepi viventi a Napoli, Caserta, Salerno, Avellino, Benevento

Minestra maritata

Minestra maritata

Santo Stefano è anche famosa come la giornata degli avanzi, il giorno in cui si mangia ciò che è rimasto dei giorni precedenti… MA A NAPOLI NON è PROPRIO COSI‘! Il giorno di Santo Stefano, giusto per tenersi leggeri, viene riservato alla minestra maritata, un misto di verdure di stagione in brodo di pollo. Però solo questo sarebbe troppo leggero, ed ecco che nel brodo si aggiungono le polpettine di carne e lo spezzatino di manzo bollito. Le verdure tipiche che si usano sono tipicamente cicora, scarole, verza e borragine, che ne conferisce una nota amarognola. La carne è tipicamente di maiale, con tracchie, salsicce e altri tagli.
Nella tradizione più antica invece del pane tostato si usano gli scagliuozzi, tipiche frittelle di farina di mais fritte dalla forma arrotondata, adagiate sul fondo del piatto.

SCOPRI LA RICETTA >>> LA MINESTRA MARITATA NAPOLETANA

About Stefania Lombardi

Si occuperà dell’organizzazione dei contenuti presenti sul sito, curandone l'ottimizzazione per i motori di ricerca. Inoltre il suo compito prevede la progettazione della veste grafica del portale. Stefania Lombardi è laureata in Turismo. Grazie a questo percorso ha acquisito buone conoscenze in materia di programmazione delle politiche per il turismo. Ha esperienza nell’ambito del Web Marketing e del Seo avendo lavorato presso un’agenzia on line di viaggi. Nutre un grande interesse per le tradizioni e feste popolari.

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