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Tra mistero e realtà: storie e leggende in Campania

Tra mistero e realtà: storie e leggende in Campania

I racconti popolari rappresentano un patrimonio culturale unico della nostra regione. Storie di streghe, amori infranti, passioni o vendette; la Campania è una regione ricca di leggende.Tra mistero e realtà, scopriamo le leggende più avvincenti in Campania.

Le streghe di Benevento

Benevento è terra di streghe; quanti infatti hanno sentito almeno una volta parlare delle streghe di Benevento. La leggenda delle streghe ha una tradizione molto antica. La credenza nelle streghe, o meglio “janare” si diffuse intorno al 700 d. C. a contatto con gli usi e costumi della popolazione longobarda. l cavalieri longobardi, nei pressi del fiume Sabato, legavano le pelli di un caprone intorno ad un albero di noci dedicato al dio Wotan. Di corsa lanciavano frecce contro questo animale per poi mangiarlo tutti insieme. Intorno al VII secolo con la conversione al cattolicesimo, l’albero fu distrutto ma continuavano voci e misteri intorno a questo rito. Si diffuse infatti poi la credenza che fossero donne, le artefici di queste pratiche. Le streghe compivano i loro riti invocando una presenza demoniaca. Tra misteri e credenze popolari la leggenda delle streghe di Benevento rappresenta una tra le leggende più avvincenti in Campania.

La leggenda della Regina verde ad Agropoli

Una bellissima storia d ‘amore è ambientata in Punta Tresino, un piccolo promontorio poco distante da Agropoli. La leggenda della Regina Verde ad Agropoli risale al periodo in cui i Saraceni sbarcarono ad Agropoli, portando con se una sola donna, la figlia del loro re Ermigalda. Questa bellissima donna, presentava un particolare colorito verde sul viso ed era sempre triste. I pescatori del posto la chiamarono infatti la Regina Verde. Un giorno mentre costeggiava Trentova, fu incuriosita da un pescatore. Dopo poco tempo, i due si conobbero e si innamorarono. Il colore della sua pelle diventò roseo. Un giorno la giovane donna che attendeva al capanno l’arrivo del suo pescatore, scoprì che fu ucciso dalla tempesta. Presa dalla disperazione si gettò in mare ma il Dio del mare ebbe pietà di lei e la trasformò in ninfa. Si narra che in una grotta del promontorio, quando il mare è agitato, riecheggiano i gemiti disperati della Regina Verde.

Il Munaciello del Cilento

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In un piccolo paesino del Cilento, Santa Maria di Orria, viveva in una casa fuori dal centro una famiglia molto povera composta da tre persone: Assunta, Dionigi e la figlioletta Mena di undici anni. Quando le condizioni della famiglia peggiorano sempre di più, una sera, la  donna invocò la figura del munaciello che le apparve esaudendo ogni sua richiesta. Ogni sera la donna si recava in soffitta ed  in cambio di un pasto caldo riceveva monete con cui comprare ciò di cui aveva bisogno per mantenere la famiglia. In pochi anni le sue condizioni migliorarono agitando invidia e mormorii tra gli abitanti del paese. Quando il marito incuriosito si fece svelare il segreto, il munaciello smise di concedere il suo favore.

La leggenda di Donn’Anna

Il bellissimo Palazzo Donn’ Anna a Posillipo nasconde la storia della seducente Anna di Carafa, uno spirito che ancora oggi sembra aggirasi sulle terrazze di questo edificio. La sua storia è davvero inquietante e ricca di fascino. Si narra che questa bellissima donna amava sedurre i suoi amanti e dopo averli conquistati li gettava in una botola direttamente a mare. Un gesto irrazionale, spregiudicato; sembra sentire dal mare, le voce ed i lamenti delle povere vittime.

Esiste anche un’altra leggenda, poco conosciuta sul palazzo che sovrasta l’isolotto della Gaiola, dove appare lo spirito di una donna senza volto. I pescatori del posto raccontano che sia l’anima della moglie del proprietario della villa. La donna scopre che il marito la tradisce con la cognata e coperta di infamia scappò via. Dopo diverso tempo, il suo corpo fu recuperato a mare.

La leggenda di Maria d’Avalos

Cristo velato. Cappella Sansevero

Cristo velato Cappella Sansevero

A Piazza San Domenico Maggiore, il Palazzo di Sangro dei principi Sansevero è stato il teatro di uno degli omicidi passionali più cruenti della nostra città; l ‘omicidio di Maria d ‘ Avalos, sposa di Carlo Gesualdo, principe di Venosa ed amante di Fabrizio di Carafa, duca d ‘Andria. Carlo scopre del tradimento ed accecato di rabbia uccide i due amanti. I due corpi nudi vengono appesi sulla porta della casa, oggetto di infamia e disonore per la città. Nelle notti senza luna, nella stanza dove si è consumato il delitto, si sentono i lamenti di Maria, che cerca disperata il suo amante Fabrizio.

La leggenda di Giuditta Guastamacchia

Altro racconto tra i più famosi è la storia di Giuditta Guastamacchia, una sanguinaria assassina giustiziata nel 1800, nel Castel Capuano di Napoli. Una donna impiccata e privata di testa e mani, esposte alle sbarre della cella in cui fu rinchiusa. E’ uno spirito dannato, in cerca di giustizia che si aggira tra i corridoi del Castel Capuano per vendicarsi della sua morte.

La leggenda della sposa infelice

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Altra leggenda mossa dalla passione è la storia della sposa infelice, il fantasma dell’ Incoronata del Buonconsiglio a Capodimonte. Una donna triste che appare sulle scale della chiesa che avrebbe dovuto coronare il suo sogno di sposarsi. Una donna malata di tisi, che muore il giorno prima delle sue nozze; si narra che in alcuni periodi dell’anno, vestita da sposa, la donna appare seduta sui gradini della chiesa alle ragazze nubili, con il volto triste per il mancato matrimonio.

About Mariateresa Lombardi

Si occuperà degli aspetti gestionali dell’impresa e della progettazione dell'offerta turistica-culturale. Inoltre avrà cura della ricerca e gestione dei contatti con eventuali clienti coordinando le attività promozionali ed informative. Mariateresa Lombardi studentessa in Turismo , ha forte conoscenze del territorio e del sistema di comunicazione . Ama viaggiare e scoprire posti e tradizioni nuove .

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