La Tombola: una tradizione voluta dal Re

930
Tombola
Tombola

Arriva Natale.. festa .. regali.. dolci.. e tanto cibo.. cosa manca? Ma certo! LA TOMBOLA! 

I nostri nonni ci giocavano nel periodo natalizio, poi anche i nostri genitori, ma la cosa più bella di questo gioco è che continuano a giocarsi anche i giovani di oggi. Finalmente una di quelle tradizioni che non passano mai di moda. Che si segna il numero con la buccia di mandarino, con il granturco o con la scorza di noci e noccioline, il divertimento è sempre assicurato.

Tombolata
Tombolata

Nelle sere di Natale la famiglia a Napoli e dintorni si raccoglie intorno ad un tavolo, (sempre a pancia piena) per giocare a TOMBOLA. E mentre il simpatico zio urla ambo già dopo il primo numero, il cugino super fortunato non fa altro che vincere e la nonna chiama i numeri facendosi scappare qualche battutina, si ricrea un’atmosfera unica che rende tutti più sereni e felici.

Ma vi siete mai chiesti chi l’ha inventata, quando e dove?

Il gioco della tombola è figlio del gioco del lotto. Le sue origini risalgono infatti a trecento anni fa, al 1734,  in seguito a uno “storico” litigio tra il re di Napoli,  Carlo III di Borbone e il frate domenicano Gregorio Maria Rocco. A quell’epoca nel Regno delle due Sicilie, e soprattutto a Napoli,  il gioco d ‘azzardo del lotto  era particolarmente diffuso.  E il re voleva renderlo legale per poter così  incassare i  tanti soldi spesi dal popolo con  le scommesse. Il frate, invece, si opponeva dicendo che la legalizzazione del gioco avrebbe allontanato  ancora di più  i fedeli dalla preghiera.
Alla fine della disputa, come era prevedibile, il re ebbe la meglio, ma tuttavia concordò con il frate che  il gioco sarebbe stato sospeso durante le festività natalizie. Ma a questo punto entrano in scena i Napoletani che non erano disposti a rinunciare a quel divertimento e continuarono a giocare al lotto… ma in famiglia! 

E fu così che i 90 numeri del lotto furono messi dentro “panarielli” (cestini di vimini) e vennero inventate le cartelle con i numeri disegnati per tenere conto delle estrazioni. In più, ad ognuno dei novanta numeri della tombola fu attribuito un simbolo.  E’ così che nacque la famosa “Smorfia” napoletana . E il gioco pubblico del lotto divenne  la tombola.