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Una tradizione antica, un rituale legato alla natura, questa è la Festa del Majo di Avella, in provincia di Avellino, che oggi rivive in chiave contemporanea.

La Festa del Majo (dal latino major, l’albero più grande) comincerà domenica 13 gennaio alle 6 del mattino, quando i cittadini e il sindaco si raduneranno per la Santa Messa con la benedizione degli attrezzi che taglieranno il majo, per poi partire per la montagna, con vivande a seguito da consumare durante il rito, dove si sceglierà l’albero e si procederà al taglio.

Antico Rito del Majo

Antico Rito del Majo

Dopo, tutti alla volta della montagna per sacrificare gli alberi ed abbattere quello più grande.
In un’atmosfera conviviale durante la sosta in montagna, si mangia carne e altre cibarie e si beve del buon vino.
Alle 16.00 i Majo fa il suo ingresso in paese e una volta arrivati in Piazza I° Maggio viene issato e attorno ad esso posizionati i sarcinielli raccolti dai figli del majo. Intorno ad esso fino a tarda sera, si suona, si balla e si possono degustare piatti tipici del luogo.
La festa continua il 20 gennaio, in ricorrenza del giorno di San Sebastiano: i fedeli partecipano alla processione e, verso sera, nella piazza 1° Maggio, dove nei giorni precedenti i ragazzi hanno accumulato le fascine, si accende il falò in onore de Santo. tanto per cambiare anche in questa occasione si mangia, si beve e si balla fino a notte fonda.

 

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