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I Gigli di Nola: tradizione, folclore e molto altro

I Gigli di Nola: tradizione, folclore e molto altro

Ogni anno la città di Nola non vede l’ora che arrivi il mese di Giugno. Ma il motivo non sono le vacanze, anzi molte persone rinunciano alle loro giornate al mare per stare in città e celebrare l’evento più importante dell’anno. Il mese di Giugno è il mese dei GIGLI DI NOLA. Questa festa tra fede e tradizione nel 2013 è anche entrata nel Patrimonio dell’Umanità Unesco, nella rete “feste con macchina a spalla”. Quest’anno la festa dei Gigi sarà il 24 Giugno ma ci sono eventi tutto il mese (leggi il programma).

La festa dei Gigli di Nola è una delle trazioni più sentite in Campania. Richiama ogni anno turisti e gli abitanti non se la perdono per niente al mondo. Anche molti cittadini che non abitano più a Nola, ogni anno rinunciano a lavoro e ferie per tornare a casa ed ammirare e partecipare alla festa.

Portare il Giglio è un segno di devozione e questa pratica porta anche alla deformazione del corpo dei cullatore che vede crescere sulle spalle dei calli, in alcuni casi enormi.  (la gobba dei giglianti)

Ma in cosa consiste questa festa?

Gigli di Nola

Gigli di nola

La festa dei Gigli di Nola trae origine da un racconto tramandato dagli stessi nolani e trascritto da Papa Gregorio Magno un secolo dopo l’accadimento dei fatti. Il racconto narrà che dopo la presa di Roma da parte dei Vandali anche Nola fu oggetto di saccheggio e molti abitanti furono deportati in Africa. Fra i prigionieri c’era un figlio di una vedova, la quale disperata, per riavere il figlio con sè chiese aiuto al vescovo di Nola, Paolino. Quest’ultimo però aveva già venduto tutto ciò che possedeva per riscattare altri prigionieri, ma non si tirò indietro e pur di salvare il ragazzo offrì se stesso. Il re dei Vandali accettò lo scambio e prese Paolino come giardiniere e liberò il ragazzo. 

Qualche tempo dopo Paolino predisse al re la sua imminente fine e gli rivelò la sua identità di vescovo. Fu così liberato insieme ai suoi concittadini e tutti fecero ritorno a Nola su navi cariche di frumento. Questa liberazione scatenò l’entusiasmo dai nolani che accolsero il vescovo in processione con dei gigli (fiori).

Da allora si ricorda questo avvenimento, anche dopo la morte del vescovo Paolino, avvenuta nel 22 giugno dell’anno 431 d.C.

La festa si svolge ogni anno la domenica successiva al 22 Giugno e vengono portati in processione grandi alberi sacrali, probabilmente simboli di fertilità. La processione è la Ballayta dei Gigli, poichè queste enormi strutture vengono fatte muovere a ritmo di musica lungo un percorso nel nucleo antico della città. I Gigli sono 8 più una struttura più bassa a forma di barca che simboleggia il ritorno in patria di San Paolino. Gli obelischi di legno prendono il nome delle antiche corporazioni delle arti e dei mestieri, nell’ordine Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto. 

I Gigli: cosa sono e come vengono vestiti

Gigli di Nola

Gigli di Nola. La vestizione

I Gigli sono delle enormi strutture in legno rivestite di cartapesta, che vegono portate a spalla durante la festa. La struttura in legno viene realizzzata da artigiani, maestri d’ascia, carpentieri e falegnami dalla grande esperienza. Oggi le strutture sono costruite con il sistema della “borda”, c’è un asse centrale sulla quale sono collegati tutti gli elementi strutturali, metodo che lo rende più flessibile e idoneo a supportare gli sforzi e le tensioni interne. Tutto questo perchè i Gigli vengono sollevati con una serie di “varre”, delle barre di legno manovrate a spalla dai “cullatori” che portano il Giglio. I cullatori prendono il nome di paranza e sono all’incirca 120.

La struttura in legno viene rivestita di cartapesta, che viene apposta sul Giglio nel giorno della vestizione. I temi generalmente utilizzati per la decorazione dei Gigli sono religiosi, storici o d’attualità.

Il percorso: la ballata dei Gigli di Nola

La ballata dei Gigli di nola

La ballata dei Gigli di nola

Il giorno della festa, i Gigli vengono “fatti ballare” lungo un percorso nel centro antico della città. La partenza è da Piazza Duomo, dove i tutti i Gigli si radunano e partono secondo una sequenza ben precisa: il primo è l’ortolano, segue il salumiere, il bettoliere, il panettiere, la barca, il beccaio, il calzolaio, il fabbro e il sarto.

I punti salienti del persorso sono quattro: Girata Addù Ciccio ’a caparossa (via S. Felice); Girata For’’e carcere (via Merliano); Passaggio For’’o Salvatore (piazza Calabrese); Passaggio ‘O vico ’e Piciocchi (via Camillo de Notaris). La processione o “ballata dei gigli” è un momento molto suggestivo, poichè devono superare degli ostacoli come dislivelli, pendenze, curve, che tengono tutti con il fiato sospeso.

 

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About Stefania Lombardi

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