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Guerra sui social tra Sorbillo e Selvaggia Lucarelli

Guerra sui social tra Sorbillo e Selvaggia Lucarelli

Scoppia la polemica su facebook tra Gino Sorbillo e Selvaggia Lucarelli e le “zeppatine” tra i  due non esitano a terminare.

La nostra Selvaggia Nazionale ieri ha pubblicato un articolo che poi ha ripostato sui social in merito alla vicenda successa a Gino Sorbillo, noto pizzaiolo napoletano che il 20 gennaio, ha visto l’ingresso del suo Locale bruciare da una bomba carta.

La Lucarelli riporta sui social ”Ho approfondito su Fatto la storia della bomba e delle intimidazioni a Gino Sorbillo e alla sua pizzeria e ho scoperto che non tutto torna, dalle sue bugie sul precedente incendio che non era affatto doloso come racconta a una serie di passaggi nella narrazione di un uomo vittima della camorra, ma anche del suo egocentrismo:

La bomba esplosa davanti alla mitica pizzeria di Gino Sorbillo è un fatto grave, che ha giustamente smosso procure, stampa e solidarietà. Tuttavia, proprio perché la camorra è una cosa seria e le parole lo sono altrettanto, c’è una serie di passaggi nella narrazione di questa vicenda che mi lascia molto perplessa e che ha che fare col modo in cui lo stesso Sorbillo e la stampa hanno raccontato il tutto.

 

Partiamo dalla questione “bomba”.

Si è letto ovunque “Bomba esplode davanti alla pizzeria Sorbillo”, “Bomba devasta”, “Bomba distrugge”. Lo stesso Sorbillo dice “bomba” e “ordigno esplosivo”, parla di danni per migliaia di euro, esibisce a favore di flash il cartello “Chiuso per bomba” a poche ore dall’accaduto (cartello scritto mentre le telecamere lo riprendevano) e afferma che il boato ha svegliato “tutto il centro storico di Napoli”.

La bomba era in verità una bomba carta, un qualcosa di un po’ più grosso e potente di un petardo. Non esattamente una bomba. Questo non rende meno grave il messaggio, ma di sicuro gli effetti. Continua a Leggere

 

Stamattina, il noto pizzaiolo, risponde così alla Lucarelli: “Ciao, Selvaggia. Spero, e speriamo tutti, che questo preoccupante episodio che ha preso di mira la mia pizzeria non resti impunito. Le indagini sembrerebbero giunte a buon punto. Nel frattempo, avendo letto il tuo articolo che mi mi ha visto protagonista, mi preme precisarti alcune cose.

La mia pizzeria mostrava ben visibile all’esterno un cartello che indicava la chiusura di una settimana. Tale cartello è rimasto danneggiato nell’esplosione (ne è allegata una foto) assieme alla tenda e ad alcuni collegamenti elettrici che si son dovuti ripristinare. Ho dovuto far saldare la porta in ferro, deformata assieme ai solidi pannelli di protezione, per poi farla pitturare da un fabbro. In piena notte, colto dallo stupore e dallo spavento, avrei forse dovuto scrivere “Eravamo già chiusi e adesso, dopo un ordigno esplosivo riapriremo appena sistemeremo tutto”? Se avessi voluto aprire il giorno stesso dell’accaduto non avrei potuto farlo assolutamente per i motivi sopra elencati, e neanche il giorno dopo. Perciò, da quel momento in poi, il locale era chiaramente da ritenersi chiuso per un altro motivo sopraggiunto all’improvviso per opera di due balordi.

Non ho rilasciato versioni contrastanti nelle interviste, come tu hai sostenuto. I giornalisti mi paventavano varie ipotesi (puoi immaginarlo) e ovviamente rispondevo che tutto poteva essere, anche se io che vivo quel difficile quartiere da bambino, avevo alcune mie considerazioni di cui ne ho parlato con gli inquirenti, così come ne ho sull’incendio di alcuni anni fa che sempre dall’ingresso della pizzeria si propagò a tutta la sala del piano terra.

Le persone che mi seguono sui social non sono costrette a farlo da me. Ognuno di noi “vive” quello che ha saputo seminare.

Sarò pure egocentrico ma credo, e te lo dico con molto rispetto e serenità, che anche tu lo sia. Ma poi…vorresti dire che la bomba sia stata silenziosa? Che non ha affatto svegliato tanti abitanti del centro storico ? Vuoi per caso conoscere i nomi dei commerciati e dei residenti arrivati dopo un po’ anche dalle non vicinissime piazza Bellini e via San Sebastiano nel cuore della notte? Continua a Leggere

 

La “guerra social” non finirà certamente qui… non ci resta che aspettare. Nel frattempo, Sorbillo, le dedicata anche una pizza con sopra il nome di Selvaggia.

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