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Gli Anfiteatri in Campania

Gli Anfiteatri in Campania

La Campania è ricca di luoghi suggestivi come gli anfiteatri costruiti in epoca romana. Non tutti gli anfiteatri costruiti nell’antichità hanno la struttura ancora visibile, ad esempio l’anfiteatro di Nuceria l’antica Nocera Superiore, è percepibile solo attraverso la disposizione in superficie dell’abitato, che rispetta l’andamento della costruzione sottostante.

L’Anfiteatro Campano, o anche detto Anfiteatro Capuano, situato a Santa Maria Capua Vetere (CE), è il secondo in ordine di grandezza in Italia dopo il Colosseo, fu costruito sulle rovine di una struttura meno capiente di età graccana. In un‘iscrizione conservata al Museo Provinciale Campano, dedicata da Antonino Pio, si fa menzione dei restauri fatti eseguire dall’Imperatore Adriano. Durante il saccheggio di Genserico nel 465 d.C. fu quasi distrutto. Nel 530 l’edificio fu riparato e continuò ad avere funzioni d’arena durante il dominio gotico e longobardo, ma venne trasformato in fortezza dopo la distruzione della città ad opera dei saraceni. Dopo l’abbandono, fu soggetto ad azione di spoglio per riutilizzare i materiali. Si ricorda come la sede della prima e rinomata scuola di gladiatori, luogo in cui Spartaco guidò nel 79 d.C. la rivolta.

Anfiteatro Capuano

Anfiteatro Capuano

L’anfiteatro Flavio Neroniano è la terza Arena per dimensioni del mondo romano, situato a Pozzuoli (Na), l’antica Puteoli, un’iscrizione attesta che l’edificazione fu possibile grazie alla cittadinanza che si fece carico di tutti i costi per la costruzione. Probabilmente per la costruzione furono coinvolti gli stessi architetti del Colosseo. Con l’avvento del cristianesimo nell’anfiteatro puteolano furono eseguite anche molte condanne a morte, tra cui ricordiamo quella di San Gennaro e i sui compagni (305 d.C.), condannato ad essere sbranato vivo, ma la storia tramanda, come è raffigurato anche nel celebre dipinto di Artemisia Gentileschi, che le bestie si inginocchiarono ai suoi piedi. La condanna fu poi eseguita all’interno della Solfatara.

In ultimo, possiamo parlare dell’anfiteatro di Avella costruito al posto delle abitazioni sannitiche distrutte in età sillana, quando probabilmente fu dedotta la colonia. In piazza Municipio ad Avella è conservata un’epigrafe dedicata dal cavaliere Lucio Egniazio Invento, che ripristinò i giochi gladiatori, sotto gli imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero, nel 170 d.C.

Se amate viaggiare, vi invitiamo a visitare questi luoghi dal fascino e dalla storia senza tempo.

Scritto da Annamaria Mautone 

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