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I Fujenti della Madonna dell’Arco: un pellegrinaggio tra tradizione e folclore

I Fujenti della Madonna dell’Arco: un pellegrinaggio tra tradizione e folclore

Centinaia di persone che scalzi raggiungono a piedi il Santuario e una volta raggiunto l’altare gridano, pregano e cadono ai piedi della Vergine. Sono i fujenti, i devoti della Madonna dell’Arco. Il lunedì di Pasqua di ogni anno a Sant’Anastasia si rinnova questo rito in devozione della Vergine. Il rito dei fujenti continua immutato da ormai 5 secoli: centinaia di persone tutte vestite di bianco con fasce rosse alla vita e azzurre a tracolla, preceduti da bandiere e stendardi con l’immagine della Madonna dell’Arco, si recano a piedi verso il santuario e già alle 4 dei mattino varcano la soglia della Chiesa. I battenti o fujenti sono scalzi per voto, e sempre per voto devono compiere di corsa almeno l’ultimo tratto del cammino. E’ un evento unico per ampiezza, fede, drammaticità e folklore, la cui tradizione è trasmessa di padre in figlio.

fujenti

Questo pellegrinaggio molto particolare risale al 1450 ed è legato ad un episodio. In quell’anno durante una festa di paese due giovani giocavano a chi faceva arrivare più lontana la palla di legno che veniva colpita con un maglio (un gioco antico che ricorda molto il moderno golf. Durante il gioco, però la palla colpì accidentalmente un albero di tiglio che sorgeva presso un’edicola votiva, facendogli perdere la partita. Il giocatore perdente, accecato dalla rabbia iniziò a inveire contro l’edicola, colpendo il volto della Madonna con la boccia di legno. La figura iniziò a perdere sangue dalla guancia sinistra. Vedendo questo evento miracoloso la gente si scagliò contro il giovane invocando il sacrilegio. Per espiare la sua grave il giocatore intraprese una frenetica ed affannosa corsa fino allo spasimo,  dando inizio così all’attuale tradizione. Di lì passò il Conte di Sarno, Raimondo Orsini, Gran Giustiziere del Regno di Napoli, che costatato il miracolo, dopo un processo sommario, diede ordine di impiccare il giovane allo stesso albero di tiglio che aveva fermato la boccia. Dopo solo un giorno l’albero seccò.

Per affrontare questo pellegrinaggio i fujenti si preparano da settimane prima. La questua viene fatta ogni domenica mattina, con la Madonna sul baldacchino portato in giro per la città e canti ed invocazioni tipo: “Chi ti ha fatto stu lividure nun è degno rò paravis! Chi vò ben à Maronn e l’Arco ce purtamm stu cor e argient”. Il periodo che precede il lunedì di Pasquetta è ricco di allenamenti e da prove. Una delle cose da provare è la caduta in chiesa ai piedi della Madonna.Il capo paranza con u fischietto impartisce l’ordine e il fedele si lancia faccia a terra e vi rimane immobile, fino a quando non riceve l’ordine di rialzarsi. Non è raro vedere qualche battente che dopo la caduta striscia la lingua per terra in segno di ringraziamento. Tutto questo avviene in un clima di eccitazione quasi surreale e, in moltissimi casi, esplode con manifestazioni sconcertanti,in molti svengono o sono preda delle convulsioni. Nella Sagrestia del Santuario viene allestito una sorta di ospedale da Campo con i volontari di Croce Rossa e Protezione Civile che soccorrono i fedeli.

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About Stefania Lombardi

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