Ci sono dei luoghi ricchi di storia proprio a due passi da noi e spesso sembriamo non accorgercene. Per ripercorrere i lustri del passato e rimanere a bocca aperta davanti ad opere rimaste intatte di fronte a noi non serve ansare molto lontano. Non molti sanno, infatti, che Capua insieme a Santa Maria Capua Vetere, sono le città con più reperti archeologico dopo Roma. Le aree archeologiche di Capua e di Santa Maria Capua Vetere sono tra le più importanti per la storia della Campania, poiché le vicende storiche dei principali popoli della penisola si sono intrecciate proprio qui: Etruschi, Osci, Cartaginesi ed infine Romani.

Cosa vedere nelle due città

Capua

Capua

Capua è situata proprio nel cuore della cosiddetta Terra di Lavoro, lungo il fiume Volturno ed ai piedi del Monte Tifata. Appena si entra nella città di Capua si viene accolti nel migliore dei modi, infatti, ad attendervi ci sarà il famoso arco che ha ispirato innumerevoli artisti. La piazza principale ospita il palazzo municipale e sette busti presi dall’anfiteatro della vicina Santa Maria Capua Vetere. Da vedere il ponte romano ricostruito dopo che fu distrutto nella seconda guerra mondiale. Questo ponte conserva le evidenti tracce del rovinoso passaggio di Annibale, infatti, è testimone dell’importanza dell’antica Casilinum e del suo collegamento con Roma. A sud della città proprio vicino all’arco, sono ancora ben visibili le torri fatte costruire da Federico II.

Museo Archeologico Campano

Museo Archeologico Campano

Uno dei luoghi più importanti di Capua è il Museo Archeologico Campano, che conserva tantissimi reperti conserva tra cui la più importante collezione mondiale di Matres Matutae, dette anche Madri di Capua, statuine di terracotta raffiguranti madri che allattano. Queste simboleggiano delle offerte alle divinità per propiziare il parto e l’allattamento. Il Museo Archeologico Campano è uno dei musei  più importanti  della Campania ed è strutturato in 32 sale  di esposizione, 3 cortili ed un ampio giardino.

Mitreo Capua

Mitreo Capua

Altra tappa fondamentale è il Mitreo  dedicato al culto del dio persiano Mitra. Fu costruito tra il II e il III secolo d. C. Esso è caratterizzato da un’aula sotterranea  la cui collocazione era necessaria in modo che non venisse facilmente  raggiunto dagli stranieri. Sulla  parete di fondo, sopra l’altare, è  dipinto un affresco  raffigurante Mitra che afferra il muso del toro, animale sacro,  per immobilizzarlo  e colpirlo alla gola con il pugnale  tenuto nella destra. Il toro bianco  è ritratto in una smorfia di dolore e con le zampe piegate. Ai lati sono presenti due portatori di fiaccole  armati di arco e frecce. In basso a sinistra  è rappresentato  un uomo con la barba blu che simboleggia il mare. Nel cielo sono presenti, a sinistra, il Sole  con mantello rosso e corona, e a destra  la Luna, caratterizzata dalla falce e dai lunghi capelli.

Anfiteatro Campano

Anfiteatro Campano

A Santa Maria Capua Vetere si trova un luogo ricco di fascino: l’anfiteatro. Questo è il più grande dopo il Colosseo, famoso in quanto proprio qui era la scuola di gladiatori, da cui si scatenò la rivolta capeggiata da Spartaco, gladiatore e condottiero trace che con la sua armata improvvisata contrastò efficacemente le legioni romane infliggendo loro anche delle sconfitte, prima di venire catturato e punito con la morte. La struttura esterna dell’Anfitetro disponeva di 4 piani di altezza complessiva di 46 metri, tutti di ordine tuscanico. I tre piani inferiori constavano di 80 arcate ciascuna di travertino e le chiavi d’arco erano ornate con busti di divinità che rappresentavano i diversi settori. L’anfiteatro aveva una capienza di circa 60.000 persone, era gratuito e aperto a tutti. Gli spettacoli impegnavano  il pubblico per l’intera giornata. Inizialmente combattevano le gladiatrici, che simulavano dei veri incontri, poi nel pomeriggio combattevano i gladiatori, gli schiavi e gli animali. Tutti questi spettacoli erano finanziati dall’imperatore.

Oltre all’anfiteatro si può visitare il Museo dei Gladiatori, inaugurato nel 2003. All’interno si possono scoprire le vecchie tecniche di combattimento dei gladiatori.

 

 

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