Ricordate il percorso del “Miglio d’Oro”?

pompei

Proseguendo lungo il tratto di strada che parte da Ercolano arriviamo a Torre del Greco. Prima tappa del nostro itinerario è proprio la graziosissima cittadina di Torre del Greco.

Ai piedi del colle dei Camaldoli di Torre del Greco c’è la famosa “Villa delle Ginestre“, un tempo villa “Ferrigni”, dal nome del cognato del Ranieri. Costruita nel Settecento, Villa delle Ginestre fu abitata per circa un secolo dopo, dallo scrittore Antonio Ranieri, cognato del proprietario della Villa Giuseppe Ferrigni, che vi ospitò l’amico Giacomo Leopardi. Durante il soggiorno napoletano, il celebre poeta scrisse diverse opere tra cui “La ginestra”.

Ancora circondata in parte dal verde, la villa occupa un luogo noto con l’espressione popolare “ncoppa ‘a lava“. Essa si presenta come una casa rurale nella quale soggiornò il Leopardi, in una stanza del primo piano, nella primavera del 1836  fino alla primavera del 1837.

Durante la sua permanenza il Poeta compose tra le altre cose, la lirica “La Ginestra” o “Fiore del deserto”, da cui è derivato poi l’appellativo della casa, come d’altra parte tutta la zona è stata poi chiamata contrada Leopardi.

La Villa è raggiungibile in auto: dall’uscita dell’autostrada Torre Annunziata Nord procedere in direzione sudovest su Viale Pastore Raffaele, svoltare a destra ed imboccare Via Nazionale per circa 2 km. Svoltare a destra ed imboccare e proseguire Via Giovanni XXIII per circa 1 km. Svoltare a destra per Via Chiazzolelle  e poi a sinistra per Via Villa delle Ginestre.

In occasione del Festival delle Ville Vesuviane, che si svolge ogni anno durante il mese di giugno,  l’Associazione Culturale Karma restituisce  nuova vita alla Villa Carafa-Ferrigni.

Sfruttando anche gli ampi spazi all’interno della struttura alcuni attori metteranno in scena dei monologhi che vi faranno conoscere alcuni aspetti della vita di Leopardi e del suo amico Ranieri.

Musica ottocentesca, degustazione di vino e monologhi teatrali, sono gli ingredienti giusti per entrare in contatto con la suggestiva atmosfera del casolare e lasciarsi abbandonare alla calma e spensieratezza del panorama.

Lasciamo Torre del Greco e ci dirigiamo in direzione Torre Annunziata.

Per prenotazione consultare il seguente link: karmartecultura@gmail.com

il miglio d'oro 3

Conoscete la storia di Oplonti? Un antico agglomerato urbano tra Ercolano e Pompei che precede la nascita della città di Torre Annunziata.

Anche questo insediamento soffrì le medesime sorti dei centri vicini perché fu sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Oplonti condivide con Pompei, Ercolano e Stabia e gli altri centri minori, ville signorili, ville agricole e strade.

E’ qui che ritroviamo le evidenze archeologiche della  Villa di Poppea, una villa rustica attribuita a L. Crassius Tertius dedita alla produzione di olio e vino e nota soprattutto per le oreficerie rinvenute e uno stabilimento termale sito a Punta Oncino  e splendido esempio di villa residenziale di epoca romana, risalente alla metà del I secolo d.C. dedicata a Poppea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone.

La villa è ritenuta di proprietà di Poppea Sabina sulla base del rinvenimento di un graffito parietale menzionante Beryllos, personaggio della corte neroniana e dalla presenza del nome del servo di Poppea.

La villa imponente e magnifica, con alcuni tra gli affreschi più belli giunti fino a noi dall’epoca romana, è uno degli esempi più grandiosi dell’utilizzo di tali strutture per l’otium, inteso come riposo culturale e pratica di formazione colta. Gli scavi archeologici sono patrimonio archeologico della Soprintendenza di Pompei e sono visitabili ogni giorno.

Dalla circumvesuviana prendere linea Napoli-Sorrento, fermata Torre Annunziata/Oplontis oppure linea Napoli-Poggiomarino, fermata Torre Annunziata/Oplontis. In auto uscita Torre Annunziata sud voltare a destra e seguire indicazioni per l’area archeologica.

Siamo dunque giunti al termine del nostro itinerario, verso l’ultimo tratto del Miglio d’Oro: Pompei.

Tutti conoscono la fama di questa cittadina soprattutto per la bellezza delle rovine romane.

Pompei non è solo questo e non fu abitata solo dai grandi senatori romani. In piena clima settecentesco ed in virtu delle scoperte archeologiche provenienti dal mondo romano era circondata da lussuose ville, sede e dimore di letterati, studiosi delle cose antiche.

L’urbanizzazione del territorio mostra poche tracce degli antichi abitati. Attraverso la ricostruzione dei documenti e dei papiri possiamo stabilire che l’antica strada del Miglio d’Oro arrivasse fino a qui.

Una strada che era un collegamento mentale e strategico di una visione illuminata che vedeva nella periferia della zona di Napoli un centro propulsore di cultura, bellezza e storia. Continua il viaggio nel Miglio d’oro.

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