Di Napoli conoscerete sicuramente Piazza Plebiscito, il lungomare, Posillipo ed il cento storico con le sue piazze celebri. In pochi però si avventurano nel vero cuore della città, dove vive la Napoli autentica fatta di vicoli, bassi ma anche testimonianze storiche che non hanno paragoni nel mondo. Chi vive di stereotipi e pensa che il Rione Sanità sia da evitare perché pericoloso probabilmente non c’è mai stato. La Sanità, come è chiamata dai napoletani è un luogo che incarna le contraddizioni della città partenopea: quartiere popolare che vive di cose semplici e ricco di luoghi dalla bellezza incredibile, infatti, passeggiando per le sue strade si rischia di inciampare in un reperto storico. Il Tour Rione Sanità inizia ai piedi della collina di Capodimonte, a pochissima distanza dal centro storico, è un luogo vivace e colorato dal folklore, ma allo stesso tempo macabro e ricco di mistero. L’aspetto più oscuro è dovuto al fatto che questa zona per molti anni è stata l’area prescelta per la deposizione dei defunti. Proprio nel quartiere sorgono le Catacombe ed un cimitero molto particolare, delle Fontanelle.

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Partenza chiesa di Capodimonte

  • Visita alle Catacombe di San Gennaro. Da qui parte il tour Rione Sanità denominato “Il Miglio Sacro” che oggi promuove i tesori del quartiere.
  • Catacombe di San Gaudioso. Lungo il percorso da vedere è anche la Basilica di Santa Maria della Sanità, una delle più belle di Napoli. Proprio alle spalle del presbiterio è possibile accedere alle Catacombe di San Gaudioso, riscoperte grazie al ritrovamento di un affresco che riproduce l’immagine della Vergine Maria, databile nel V-VI secolo. La visita a queste Catacombe è molto suggestiva, in prossimità di alcune sepolture sporgono i teschi dei defunti dalle pareti, che all’epoca venivano fatti disseccare adagiandoli su sedili vuoti, le cosiddette cantarelle, e quindi murati. Attorno al teschio si era soliti affrescare il corpo della persona con simboli legati al suo stato sociale. Una curiosità: da questa pratica deriva l’usanza, tutta napoletana, di chiamare il becchino “Schiattamorto”, poichè i corpi dovevano essere liberasti dai liquidi e per agevolare questa pratica venivano punzecchiati.
  • Cimitero delle Fontanelle. Da un luogo macabro all’altro, ecco che la prossima tappa del tour Rione Sanità è il Cimitero delle Fontanelle. Qui riposano i resti di migliaia di persone, vittime dell’epidemia di peste del 1656 e del colera del 1836. Si contano circa 40.000 ossa. Molti teschi sono adornati con statuine, monete, corone e tanto altro. Ma le bellezze del Rione Sanità non finiscono qui, il tour prosegue con la visita a Palazzo San Felice e Palazzo dello Spagnuolo. Caratteristica predominante è la scala,un elemento architettonico portante, quasi scenografico, più importante della facciata dei palazzi. Ma uno dei luoghi più suggestivi sono le Catacombe di San Gennaro. Una visita da brividi.
  • Saluto a Totò. Un palazzo molto noto nel Rione Sanità è quello dello Spagnuolo, uno dei principali esempi di barocco napoletano. Il Palazzo dello Spagnuolo fu costruito nel 1738 su progetto dell’architetto Ferdinando Sanfelice, per volere del marchese Nicola Moscati. Di grande impatto visivo è la scala monumentale ad ali di falco e la scelta cromatica del giallo e verde. Altra attrazione da non perdere al Rione Sanità è la casa di un napoletano doc: Totò. Al civico 109 di via Santa Maria Antesaecula è nato Antonio De Curtis, in arte Totò. Ha vissuto qui fino all’età di 24 anni, quando si trasferì a Roma con la famiglia. La casa appartiene già da qualche anno a privati, ma anche solo passare fuori il luogo di nascita dell’artista suscita una grande emozione

 

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