La visita alla Certosa di San Martino

Cortile della Certosa di San Martino

Certosa di San Martino. Foto da Wikipedia

E’ una straordinaria combinazione di natura ed arte; da un lato  si affaccia sul panorama del Golfo di Napoli, guarda fino a Ischia, Capri, Procida, Sorrento, dall’altro accanto a questo magico teatro naturale del Golfo, ecco l’artificio, l’architettura, l’arte. La sua costruzione commissionata nel 1325 da Carlo d’Angiò, che la volle in una posizione dominante sulla città (accanto al Castel Sant’Elmo) occupa quattro secoli e la sua storia corre parallela a quella di Napoli.

Il vero artefice dell’assetto definitivo della Certosa di San Martino fu nel Seicento l’architetto e scultore bergamasco Cosimo Fanzago che rivoluzionò in chiave barocca la rinascimentale struttura del complesso certosino. Fulcro della vita certosina era il Chiostro Grande; Fanzago lo trasforma e disegna l’eclettica balaustra del cimitero dei monaci, decorandola con teschi poggiati su capitelli rovesciati. Tutti i più grandi artisti dell’epoca presenti a Napoli lavorano alla Certosa. Affreschi di Lanfranco, tele di Ribera e Battistello Caracciolo, sculture di Vaccaro e Sanmartino, l’artista che realizzò il celebre Cristo Velato, capolavoro della Cappella Sansevero. Nel 1866 la Certosa diviene il Museo Storico della Città, al suo interno sono custoditi le opere che raccontano i protagonisti e le vicende di Napoli; dalla peste alla rivolta di Masaniello

Il Museo è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì.  Il costo del biglietto è sei euro intero e tre euro ridotto.

Al seguente link www.polomusealecampania.beniculturali.it è possibile avere ulteriori informazioni circa la visita e  verificare tutti gli aggiornamenti e le esposizioni delle mostre in corso durante  l’anno.

Il Museo Nazionale di San Martino

Museo della Certosa di San Martino

Museo della Certosa di San Martino. Foto da Flickr

Oggi la Certosa ospita il Museo Nazionale di San Martino, dedicato alla storia cittadina e con una ampia, suggestiva, esposizione di presepi della scuola napoletana.

Dalla Certosa si può scendere giù nei  suggestivi sotterranei gotici. Un vero e proprio gioiello ingegneristico caratterizzato da lunghi corridoi dove sono esposte opere in marmo, sculture ed epigrafi.

La visita può essere un’occasione  per scoprire le meraviglie di uno dei musei più ricchi per varietà di collezioni, custodite nello scenario unico della Certosa. I sotterranei sono visitabili ogni sabato e domenica con prenotazione obbligatoria.

Come arrivare alla  Certosa di San Martino

La Certosa e il Vesuvio

Come arrivare alla Certosa di San Martino. Foto da Flickr

Ci sono diverse possibilità di collegamento per raggiungere la Certosa di San Martino. Dalla Stazione Centrale di Piazza Garibaldi prendere la Metro1 sino alla fermata di Piazza Vanvitelli.  Si possono scegliere 3 delle 4 linee di funicolare fino a Piazza Vanvitelli e da lì proseguire a piedi per pochi metri: la Funicolare Centrale che si può prendere a Via Roma a pochi passi dal Porto e Piazza Plebiscito, la Funicolare di Chiaia, in Piazza Amedeo e la Funicolare di Montesanto che si prende dalla zona della ” Pignasecca ”

Se invece la partenza è dal quartiere Vomero, la linea bus V1 ha come capolinea San Martino e quindi ferma proprio nello spiazzale dinanzi il Museo.

Cosa vedere nei dintorni di San Martino

Piazza d'armi a Castel Sant'Elmo

Castel sant’Elmo.

A pochi metri, percorrendo Via Largo San Martino si potrà raggiungerà senza difficoltà il Museo Napoli Novecento 1910-1980. Realizzato negli spazi del Carcere Alto di Castel Sant’Elmo espone circa 170 opere realizzate da 90 artisti napoletani e non, che  furono attivi in citta’ tra le due guerre e nel secondo dopoguerra.  Il museo è visitabile tutti i giorni, con chiusura il martedì. Il costo del biglietto è di tre euro.

Non dimentichiamo che la Certosa situata sulla collina del Vomero è poco distante anche dall’imponente castello medievale Castel Sant’Elmo.

Questo splendido castello, in passato chiamato Belforte, che si innalza fiero sulla collina del Vomero, è posto nel luogo in cui, a partire dal X secolo, si trovava una chiesa dedicata a S. Erasmo, da qui il nome Ermo e poi Elmo.

Le sue origini risalgono al XIII secolo ed era  una struttura che si prestava perfettamente a compiti strategico-difensivi.  Per entrare nel Castello si deve attraversare una rampa ripida e percorrere un piccolo ponte.  Arrivati in Piazza d’Armi ci si imbatte nella Torre del Castellano ed è qui,  percorrendo i corridoi panoramici situati in questa zona si potrà godere di una vista unica della città, con le sue isole, il Golfo ed i monti, che non si lasciano afferrare mai completamente dallo sguardo, tanta è la loro bellezza.

Dal seguente link www.polomusealecampania.beniculturali.it è possibile prenotare la visita al Castello e richiedere tutte le informazioni necessarie.  Il museo è aperto tutti i giorni; il costo del biglietto intero è di cinque euro e ridotto due euro cinquanta.

Senza perdere alcun collegamento con la città, da questa imponente collina è possibile avvicinarsi e perdersi nel caotico flusso del Centro storico. Un luogo che domina sulla Baia di Napoli ma che al tempo stesso si collega al centro attraverso un complesso sistema di discese gradinate denominato Pedamentina.

Sono i 414 scalini della Pedamentina che collegano la Certosa al Centro storico della città, in particolare al corso Vittorio Emanuele. Una strada che nel 1500  fu progettata dagli architetti Tino di Camaino e Francesco de Vito per agevolare il trasporto del materiale necessario alla costruzione della Certosa e che oggi rappresenta un interessante percorso anche dal punto di vista paesaggistico, in quanto  costeggia gli orti ed i giardini della vicina Certosa offrendo una straordinaria veduta sull’intera città di Napoli.

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