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Ercolano: un salto nel tempo di 2000 anni

Ercolano: un salto nel tempo di 2000 anni

Lo storico Sisenna, nella prima metà del I secolo a.C. ci descrive Ercolano come una piccola città fortificata, situata su un pianoro di cenere vulcanica, elevato sul mare e racchiuso da due valloni percorsi da corsi d’acqua.

Sebbene Dionigi di Alicarnasso racconta che la città fu fondata da Ercole, gli archeologi non hanno rinvenuto, durante gli scavi, materiale ceramico anteriore al IV secolo a.C. epoca alla quale risale la tipologia dell’impianto urbano regolare, costituito da cinque cardini e tre decumani e dei lotti originari, la cui forma sopravvive negli isolati posti in luce. Sulle coste del Lazio e della Campania, a partire dalla fine del II secolo a.C., ma in particolare dalla metà del I secolo a.C. l’aristocrazia romana cominciò a costruire splendide e graziose ville marittime, alcune delle più importanti, furono edificate proprio sul litorale ercolanese.

Nel piccolo e fertile territorio Ercolanese si realizzavano fino a 4 raccolti l’anno e vi si producevano legumi di alta qualità, era celebre per culture specializzate, in special modo vite e una particolare qualità di fichi. Sono documentate zone boschive e l’allevamento del bestiame.

Recenti studi sul legname rinvenuto ben conservato nella città, dimostrano che esso era in parte locale, dell’Appennino meridionale, in parte importato dalle Alpi; è documentato anche il cedro del Libano, emblema di quanto Ercolano fosse una città ricca, che aveva importanti scambi commerciali. Seneca riferisce che la catastrofe del 79 a.C. fu preannunciata da un terribile terremoto che distrusse o rese pericolanti gran parte degli edifici nel 62 a.C., ancora nel 79 a.C. c’erano dei cantieri all’interno della città, anche se molti dei lavori di ricostruzione erano alle ultime battute. L’Imperatore Vespasiano, a tal proposito, intervenne personalmente per il restauro degli edifici del foro e per la ricostruzione del tempio della Mater Deum (Cibele), motivo per cui la città pose molte opere all’interno della città, in ringraziamento e in onore dell’imperatore e di tutta la dinastia Flavia.

Il cataclisma del 24 Ottobre del 79 d.C. distrusse una città florida e in piena ripresa, sappiamo da due lettere scritte per Tacito da Plinio il Giovane (nipote del celebre naturalista e comandante della flotta romana Plinio il Vecchio, che trovò la morte proprio a causa dell’eruzione, corso in soccorso delle città vesuviane), testimone oculare della catastrofe che in quel momento si trovava a Capo Miseno, che sul Vesuvio si alzò un colonna eruttiva a forma di pino, alta all’incirca 30 km. In un primo momento sono i lapilli, che ricadono solo nelle zone sopravvento, che cominciano a provocare danni. Mentre Pompei fu ricoperta per circa 2.7 m di lapilli, Ercolano fu invece inizialmente risparmiata da eventi catastrofici poiché si trovava sottovento.

Fu il primo surge, una nube che si muoveva ad una velocità notevole e che conteneva cenere e gas ad altissima temperatura, il fenomeno che distrusse Ercolano e pose fine alla vita degli ercolanesi, accompagnato dai flussi piroclastici. In tutto i surge che arrivarono ad Ercolano furono sei. La differenza sostanziale tra Pompei ed Ercolano è che la prima fu sepolta solo per quattro metri (in questa città arrivarono solo il quarto, il quinto e il sesto surge), invece Ercolano fu sepolta più profondamente, circa 20 metri, differenza che si nota soprattutto nella differente conservazione degli alzati, eccezionale per Ercolano.

Il materiale molto più fine di Ercolano, consolidatosi nel tempo in modo diverso rispetto a Pompei, ha portato anche ad una conservazione diversa dei corpi: a differenza di Pompei ad Ercolano non è stato possibile effettuare calchi delle persone travolte dalla catastrofe. Sono 160 gli scheletri ritrovati nelle rimesse delle barche, probabilmente gran parte della popolazione si era rifugiata lì in attesa di soccorsi via mare, o di condizioni migliori per prendere il largo.

L’attuale livello degli scavi è posto dove un tempo vi era il mare, la linea attuale di costa è arretrata di molti metri. Come Pompei anche ad Ercolano è possibile fare un salto nel tempo e ammirare l’arte e l’architettura di I secolo a.C., qui si possono trovare meravigliose domus, per esempio la cosiddetta Casa dell’Albergo, una delle dimore più lussuose della città che doveva avere una vista panoramica e che ospitava delle terme private. È anche possibile ammirare le diverse pitture in I, II, III e IV stile pompeiano che si avvicendano e  le diverse strutture architettoniche canoniche come l’atrium, l’alarium, il peristylium, l’impluvium etc etc…

Scritto da

Annamaria Mautone

About Mariateresa Lombardi

Si occuperà degli aspetti gestionali dell’impresa e della progettazione dell'offerta turistica-culturale. Inoltre avrà cura della ricerca e gestione dei contatti con eventuali clienti coordinando le attività promozionali ed informative. Mariateresa Lombardi studentessa in Turismo , ha forte conoscenze del territorio e del sistema di comunicazione . Ama viaggiare e scoprire posti e tradizioni nuove .

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