tesi sull'inclusione scolastica

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scolastica E’ in questa fase che vengono illustrate ai genitori le opzioni offerte dalla scuola e viene presentata l’organizzazione scolastica con le prime indicazioni utili all’inizio della frequenza. È però importante dare il giusto peso al termine “speciale” per far sì che, 20 La continua e incessante ricerca di qualità dell’inclusione è, in realtà la ricerca di una qualità del fare scuola quotidiano per tutti gli alunni. ", Copyright © 2021 Ladybird Srl - Via Leonardo da Vinci 16, 10126, Torino, Italy - VAT 10816460017 - All rights reserved, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di scienze gastronomiche. ritardi, sia all’orientamento professionale dell’educazione integrata;  fare attenzione affinchè, nel contesto di un cambiamento di sistema, la, formazione degli insegnanti, iniziale o durante l’incarico, tratti delle esigenze, educative speciali nelle scuole di integrazione”4,  Se da una parte in Italia si sono fatti notevoli passi avanti per quanto, riguarda l’integrazione , possiamo dire che non in tutti i paesi europei il. Val la pena sottolineare che il rinnovamento metodologico auspicato per incontrare i bisogni “speciali” degli alunni con DSA si applica con successo a tutti gli alunni della classe. riflessione sull’inclusione introducendo il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES), seguita dalla relativa circolare ministeriale applicativa n. 8 del 6 marzo 2013, hanno dato inizio, ad un difficile, ma ormai inevitabile, processo di cambiamento dell’organizzazione della scuola italiana. Si afferma che non basta accogliere l’alunno, occorre integrarlo, farlo diventare protagonista. Il modello ICF propone una classificazione di tipo bio-psico-sociale, di tipo funzionale piuttosto che meramente clinico. dalle differenze o difficoltà individuali;  adottare , come legge o politica, il principio dell’ educazione inclusiva, accogliendo tutti i bambini nelle scuole normali, a meno che non si oppongano,  mettere a punto progetti pilota e favorire scambi con i Paesi in cui,  stabilire meccanismi decentralizzati e di partecipazione per la, pianificazione, il controllo e la valutazione dei servizi creati a favore dei. Esempi sono la Svizzera e il Belgio5, 4 www.superando.it/files/docs/dichiarazionediSalamanca all’integrazione scolastica, basato sulla certificazione della disabilità, estendendo il campo di intervento e di responsabilità di tutta la comunità, educante all’intera area dei bisogni educativi speciali (BES) comprendente non, solo la disabilità ma anche i disturbi specifici di apprendimento e/o i disturbi, evolutivi specifici, lo svantaggio economico e culturale, le difficoltà derivanti, dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a, La Direttiva estende pertanto a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla, personalizzazione dell’apprendimento, richiamandosi espressamente ai principi, Questo passaggio da una strategia dell’integrazione ad una strategia. Più recente è la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del, 13 dicembre 2006 ( full inclusion) che l’Italia , con legge n.18 del 3 marzo, 2009 ( pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.61 del 14 marzo 2009) ha ratificato, Tale convenzione, all’art. “Non è la più forte, ma solo la più facile ed allettante” (Cutrera). causata da un funzionamento problematico per il soggetto in termini di danno. Attraverso l’analisi dell’esperienza in atto nella scuola Oliver Twist di Como, l’articolo evidenzia quali siano gli elementi distintivi di buone prassi inclusive che, muovendo dall’integrazione dei ragazzi disabili, portano al raggiungimento del successo formativo di tutti. n. 8 del 6 marzo 2013 ha previsto che il Gruppo di lavoro per l’inclusività di ciascuna istituzione scolastica elabori un Piano Annuale per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico. normativa sull'inclusione ... Riflessioni sull'inclusione. 3, comma 1 o 3 della Legge.  l’educazione è un diritto fondamentale di ogni bambino che deve avere. il ruolo dinamico e progettuale del Dirigente Scolastico. Essa è il punto di riferimento normativo. All’art. Le ricadute sono rilevanti anche in ambito educativo: richiedere al diverso di normalizzarsi porta a ritenere che sia l’alunno a non riuscire a seguire il programma scolastico, piuttosto che chiedersi se quel programma è adatto o adattabile all’alunno! Nelle classi la presenza di alunni con disabilità certificata è una realtà variegata, inoltre, accanto a questi, sono presenti anche allievi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), con situazioni psicosociali e/o familiari problematiche, ragazzi con comportamenti complessi da gestire, o figli di stranieri. incontro ad un abbandono scolastico prematuro. dell’integrazione scolastica e sociale della persona con disabilità. La legge 517 del 4 agosto 1977 rappresenta una pietra miliare nella storia della scuola italiana, vengono abolite le scuole speciali e determinata l’integrazione nelle classi comuni degli alunni disabili. I Bisogni Educativi Speciali Guerini Studio 2003, Storicamente la nozione di bisogni educativi speciali compare per la prima, volta in Inghilterra nel rapporto Warnock del 1978 per abolire il termine, “handicap” e per sottolineare la necessità di un rinnovamento in ambito, pedagogico ( the warnock Report Special Education Needs, Report of the, Committee of Enquiry into the Education of Handicapped Children and Young, In questo documento viene suggerita la necessità di integrare, nelle scuole, della Gran Bretagna, gli alunni considerati “diversi” attraverso l’adozione di un, approccio inclusivo basato sull’individuazione di obiettivi educativi comuni a, tutti gli alunni, indipendentemente dalla loro abilità o disabilità.18, Sarà poi in un secondo momento , con lo Special Educational Needs and, Disability Act del 2001, che verrà affermata la necessità di prevenire ogni, forma di discriminazione riguardo all’ammissione a scuola degli alunni con, Bisogni educativi Speciali, di promuovere la loro piena partecipazione alla vita, scolastica e di coinvolgere le famiglie19, In ambito scolastico, in Italia, è la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre, 2012 relativa ai Bisogni Educativi Speciali ( BES) già precedentemente citata a, 17 D.L. Esso è uno strumento orientato a costruire, un progetto di vita riguardante la crescita personale e sociale dell’alunno, disabile, prevedendo attività educativo-didattiche scolastiche ed, DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI ( da distinguere in DSA, deficit del, linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, disturbo, dell’attenzione e dell’ iperattività . L’azione di maternage e di scaffolding, nell’accompagnamento durante le diverse fasi del percorso formativo dei ragazzi, ha contribuito allo sviluppo dell’autonomia di ciascuno. interessati a rendere reale l’inclusione scolastica. Sembrava che la scuola fosse tutta solo per lui.  Finché non aveva capito, gli altri non andavano avanti”. La Direttiva presenta alcune criticità che sono state in gran parte affrontate dalle circolari e note applicative che hanno seguito l’emanazione della Direttiva: L’iter normativo presentato mostra come la scuola italiana si proponga di essere una scuola inclusiva, dove cioè il Diritto all’istruzione è  inteso come diritto che deve essere riconosciuto a tutti, che si fonda su valenze di tipo pedagogico e sociale che prevedono anche un approccio che può e deve essere “personalizzato”. L’aggettivo speciale deve, essere visto nell’ottica, così come previsto da una scuola inclusiva , che tutti gli, alunni possono essere considerati speciali nel senso che devono essere visti, nella loro unicità ed originalità e pertanto tutti ugualmente meritevoli di. sites.google.com/site/giacomocutrera/slide-6, Visualizza tutti gli articoli di Cristina Ciociola →, La Scuola Possibile: il Liceo del Lavoro di Cometa per i dispersi, Reality-Based Learning And The Oliver Twist School: Towards A New Approach In VET. processo di integrazione è stato portato avanti e raggiunto allo stesso modo. la formazione continua è sentita come necessaria per la conoscenza più ampia delle differenze e dei bisogni di ciascuno; il corpo docente ha sviluppato maggior coesione nella. L’insegnante di sostegno non è più una figura separata, ma realmente titolare del lavoro educativo e didattico con tutti gli allievi. La disabilità deve essere certificata dalle ASL secondo le classificazioni, internazionali proposte dall’organizzazione mondiale della Sanità ( IC10 o, ICF) . Tema sull'inclusione scolastica Tema svolto di italiano sull'integrazione scolastica o anche inclusione scolastica utile come tesina o tema educativo e scolastico. Ma è con la legge 5 giugno 1992 n. 104 “Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, che si elevano a rango di norma i principi della collegialità e della interistituzionalità. Uno dei punti più rilevanti , in campo normativo, è senz’altro individuabile nella Convenzone ONU per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento italiano con la Legge 18/2009, che impegna tutti gli stati firmatari a provvedere a forme di integrazione scolastica nelle classi comuni, condizione che è, appunto, la specificità italiana. Assemblea generale delle Nazioni Unite 10. o che soffre qualche compromissione sociale dovrebbe ricevere il trattamento, l’educazione e le cure richieste dal suo caso particolare”2, Ed ancora, facendo un notevole passo avanti, possiamo citare l’Anno, internazionale delle persone disabili (1981) con il word Programme of Action, in cui viene sottolineato il diritto delle persone con disabilità a godere delle. Nel secondo comma il Costituente pone l’accento sul fatto che non basta l’enunciazione di principio, ma occorre garantire a tutti le medesime opportunità (…rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona). L’azione inclusiva, in Cometa, è sentita come compito di tutti gli operatori del sistema scolastico. sono DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA e DISCALCULIA. Questa filosofia ha portato per molto tempo ad identificare in una presunta “socializzazione” l’obiettivo fondamentale, se non addirittura esclusivo, della presenza dei “diversi” in classe, fino a trattare la socializzazione come obiettivo di riserva, atto a giustificare l’inclusione stessa: “L’alunno non ha imparato, ma ha socializzato”…e tanto basta. Offrono una pluralità di, servizi tra i due sistemi scolastici ( ordinario e differenziato). Non si tratta di una semplice variazione, ma di un rimando a scenari educativi molto diversi. n. 215 (1987): allargava diritto all’integrazione scolastica di tutti gli alunni con disabilità anche alle scuole superiori. La progettazione didattica sviluppata ha le caratteristiche dell’intenzionalità in quanto nasce da una riflessione e mira a uno scopo: la formazione del ragazzo; della contestualizzazione perché è riferita a quell’alunno e alla sua storia; della sistematicità perché procede giorno dopo giorno in un processo continuo fatto spesso di piccoli passi uno dopo l’altro e della flessibilità perché si adatta ai cambiamenti. Se si perdono i ragazzi più difficili la scuola non è più scuola. 43 della legge 5 febbraio 1992, (Sarà facilitata, inoltre, la frequenza degli invalidi e mutilati civili alle. La realtà che si fotografa ogni giorno entrando in una classe tipo di 25 alunni (secondo l’analisi dei dati effettuata e riportata in allegato) è dell’effettiva presenza media di 2 alunni con disabilità, di 10 con DSA, di 2 con BES, di 1 straniero e di 10 alunni non certificati “normali”. Questa multiformità di elementi tutti diversi presenti nelle classi esprime bisogni diversi e quindi la necessità di approcci speciali-specifici per ciascuno. “Se non imparo nel modo in cui tu insegni. Il funzionamento intellettivo limite viene. Infatti, credere nel valore dell’inclusione delle differenze, ha portato ogni docente a riflettere a fondo sui processi di apprendimento di ogni alunno: “come l’altro apprende?”. neuropsichiatria, in psicologia o materie affini, e uno esperto in pedagogia. Raccontare cosa è oggi l’inclusione scolastica in Italia non è un compito lineare o la semplice restituzione dell’istantanea di un fenomeno, soprattutto considerando l’eterogeneità dei contesti educativi e formativi sul territorio nazionale e la quantità di variabili … Index for Inclusion e Universal Design for Learning come modelli inclusivi 3.2. scuola che li accoglie, li educa, li forma e li fa entrare a far parte della comunità scolastica prima e sociale poi. In questo orizzonte di senso, il modello ICF permette la lettura dei bisogni educativi speciali degli alunni mantenendo un riferimento antropologico comune a tutti, capace di offrire una preziosa base inclusiva. L’integrazione scolastica può essere letta come l’obiettivo di una strategia didattica per la partecipazione e il coinvolgimento delle persone con disabilità. approccio compensatorio ma su tutti gli alunni con le loro diverse potenzialità . Since 2011 I have been teacher in Oliver Twist VET school of Cometa Formazione, in charge of supporting students with disabilities and learning disabilities. n. 5669, applicativo della Legge 170/2010, vengono pubblicate le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e studenti con Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA). 13 aprile2017,n.66 Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilita', a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107 Nel luglio 2011, allegate al D.M. Attualmente, in letteratura, ai termini inserimento, integrazione e inclusione vengono attribuiti significati diversi. Affinché non sia tutto vano, lo scopo della scuola, e quindi il compito di noi insegnati, deve partire sin dai primi anni in cui il bambino con disabilità entra a scuola con un progetto di vita che deve accompagnarlo sino all’inserimento pieno nella società. la preparazione dell’insegnante curriculare nell’affrontare le tematiche relative alla pedagogia speciale e alla didattica inclusiva. Università degli Studi di Bari Aldo Moro. i ragazzi soprattutto, nella parte tecnico professionale, hanno raggiunto l’eccellenza. La co-docente condivide con l’intero Corpo Docente, ruolo, responsabilità, decisioni, non solo in merito ai disabili, ma anche ai ragazzi con DSA e con BES. 12 si parla di classi differenziali “possono essere costituite, classi differenziali per alunni disadattati scolastici. Nell’ambito dei BES possiamo distinguere così tre grandi categorie: DISABILITÀ certificata ai sensi dell’art. Il professor Luigi D’Alonzo propone dei Passi Fondamentali in modo da sviluppare l’inclusione scolastica secondo le diverse esigenze personali degli alunni: Nella realtà osservata, vengono tradotti nella pratica quotidiana le azioni teorizzate del pedagogista. in ultima istanza vengono raccontati aneddoti d'inclusione scolastica ed altri goliardici di vacanze estive, allo scopo di evidenziare come il contesto allegro possa essere un buon esempio di inclusione sociale. tesina inclusione scolastica. Ognuno secondo le sue capacità; a ognuno secondo i suoi bisogni! Grazie un articolo molto interessante e ben spiegato! In questo articolo verrà affrontato il tema dell’inclusione scolastica, chiave del successo formativo per tutti.L’odierna multiformità, con la quale le problematiche della diversità si manifestano nelle classi, impone alla scuola un cambiamento: il superamento di modelli didattici e organizzativi uniformi e lineari, destinati ad un … Quindi non si tengono più lezioni frontali nelle quali si impartiscono nozioni da imparare, ma l’insegnamento si adatta agli stili cognitivi di ogni alunno; non si propongono più esercizi interminabili e uno studio mnemonico, ma le lezioni vengono esemplificate secondo una concretizzazione della didattica e non attraverso un’automatizzazione dei concetti. Quanto detto risponde in modo positivo ed efficace alla prima domanda, l’inclusione è il fulcro di un movimento evolutivo verso la qualità del fare scuola quotidiano per tutti gli alunni. Ianes D., Bisogni Educativi Speciali e inclusione Erickson Trento 2005, 23 Non si applicano verifiche standardizzate, ma un’osservazione personalizzata che valuta il processo e non il risultato. È con il Regolamento dell’Autonomia scolastica, D.P.R. Nella ricerca, oggetto di questo articolo, si presenta l’esperienza della scuola Oliver Twist come possibile modello di buone prassi inclusive e di come, proprio le differenze degli alunni si siano trasformate in risorsa e stiano sviluppando, via via, processi di cambiamento e di innovazione metodologico/didattiche e strutturali di qualità e di successo formativo per tutti. Obiettivo: evidenziare come l’organizzazione di questo contesto scolastico, superando vincoli culturali e strutturali, stia intraprendendo proficui  processi di cambiamento attraverso lo sviluppo di  “Buone Pratiche” (didattica, progettazione e rete di rapporti), che portano al successo formativo: l’inclusione scolastica. La Direttiva MIUR del 27 dicembre 2012 interviene in maniera decisa nella direzione del richiamo alla forte responsabilità della scuola nei confronti della “cura educativa” verso gli alunni che si trovano, temporaneamente o permanentemente, in questa condizione, indicando una serie di stringenti misure di intervento, al fine di assicurare percorsi di formazione adeguati ed efficaci per promuovere il successo formativo di ciascuno. In, “ 1. Il modello bio-psico-sociale prende in considerazione i molteplici aspetti di una persona, correlando la condizione di salute e il suo contesto, pervenendo ad una definizione di disabilità come “una determinata condizione di salute in un ambiente sfavorevole”. TRATTAZIONE ECCELLENTE, CHIARA ED ESAUSTIVA MI è STATA DI GRANDE AIUTO, Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Eppure sembra quasi che, in questo scenario di difficoltà, l’inclusione sia l’unico catalizzatore di sforzi di cambiamento, di tentativi per rendere più significativa la didattica, il lavoro scolastico, l’emozione della relazione e dell’apprendimento. L’organizzazione precede ed è prevalente rispetto all’attuazione. Quindi l’inclusione come risorsa porta a personalizzare la didattica e l’alunno è co-protagonista della propria maturazione e del proprio processo di crescita. come l’insegnante di sostegno può essere vera risorsa per l’inclusione? L’alunno “diverso” interroga ogni giorno e ogni giorno chiede qualità. Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006,  ogni bambino ha caratteristiche, interessi, predisposizioni e necessità,  i sistemi educativi devono essere concepiti e i programmi devono essere, messi in pratica in modo da tenere conto di questa grande diversità di,  le persone che hanno bisogni educativi speciali devono poter accedere, alle normali scuole che devono integrarli in un sistema pedagogico centrato. La “cura educativa” nei confronti dell’alunno disabile si esplica in un percorso formativo individualizzato, al quale partecipano più soggetti istituzionali, privilegiando l’aspetto del potenziamento dell’apprendimento e dell’autonomia, ben oltre la semplice “istruzione”. Come sostiene il pedagogista Giuseppe Bertagna, “la valutazione, nelle sue varie forme, se intende rimanere educativa, è un processo, non uno stato;  un percorso, non un traguardo;  un passaggio, non un luogo;  in questo senso, non è un momento autonomo  e separato dal processo educativo,  quasi dovesse svolgersi quando esso è concluso,  magari per condannarlo od osservarlo,  ma è una modalità costante del suo svolgersi”. Tale legge segna la fine della separazione scolastica tra alunni normali e. alunni portatori di handicap, dando il via al loro processo di integrazione . 43 L. 5 febbraio 1992, n.104. Invitiamo ed esortiamo tutti i governi a:  dare la priorità nelle politiche e nei bilanci al miglioramento dei, sistemi educativi al fine di poter accogliere tutti i bambini, indipendentemente. Il funzionamento dei CTS è definito con le azioni 4 e 5 del progetto, tra Le Linee Guida per l’integrazione degli alunni con disabilità del 2009 sono il documento, che presenta la decisione italiana dell’inclusione scolastica come un processo irreversibile, conseguente alla scelta “coraggiosa” che ha aperto le classi “normali” affinché diventassero per tutti effettivamente “comuni”. Si possono citare celebri esempi come l’assassinio sistematico dei bambini, deformi nella Sparta del IX secolo a.C. ; o la privazione dei diritti più, elementari, nella Roma imperiale, ai disabili perché inidonei ad implementare, È poi con il concetto di “medicalizzazione” del soggetto con handicap, che. questo lavoro di tesi è analizzare il ruolo dell'educatore che opera per il servizio di assistenza scolastica a Como, mettendolo in relazione con gli altri soggetti presenti in classe e affrontando la problematica dell'integrazione scolastica dell'alunno disabile all'interno del gruppo classe. Dunque la scelta italiana rispetto all’inclusione della disabilità nella scuola comune ha aperto la strada a tutte le altre forme di inclusione. “Strumenti di intervento per alunni con BES, a.s. 2013/2014_ chiarimenti”. Si presenta inoltre l’orientamento attuale nella concezione della disabilità, legato ad un “modello sociale”, che interpreta la condizione del soggetto disabile come il prodotto fra il livello di funzionamento della persona e il contesto sociale di vita, così come definito dall’ICF (International Classification of Functioning). Il processo da lungo tempo avviato in Italia, finalizzato al miglioramento, dell’integrazione ed oggi ancor meglio all’inclusione scolastica degli alunni. Ne consegue che ogni individuo, date le proprie e specifiche condizioni di salute, può trovarsi, in un particolare momento della sua vita, in un ambiente con caratteristiche che possono limitare o restringere le proprie capacità funzionali e di partecipazione sociale. 21, Ianes D., Bisogni Educativi Speciali e inclusione Erickson 2005, Secondo un’analisi etimologica del termine “speciale” a cui si può fare un, breve cenno per le conseguenze di natura pedagogica-didattica e di politica, scolastica che ne possono derivare possiamo dire che “ speciale “ è tutto ciò. L’idea di inclusione invece non si basa sulla misurazione della distanza che c’è tra il livello dell’alunno diverso e un presunto standard di adeguatezza, ma sul riconoscimento della rilevanza della piena partecipazione alla vita scolastica di tutti i soggetti. disposizioni ed esortazioni guidi i governi e le organizzazioni. I BES riguardano gli alunni che , in una certa fase della loro crescita. con tale Direttiva , rispetto a quanto era stato legiferato in precedenza. La Qualità della scuola si misura sulla sua capacità di sviluppare processi inclusivi di apprendimento, offrendo risposte adeguate ed efficaci a tutti e a ciascuno. [8, p.27] Questa fase risulta essere molto importante se si fa uso delle tecnologie edu-cative, in quanto lo studente deve essere in grado di organizzare e rielaborare la molteplicità dei materiali di cui si è già parlato. Le idee, Raffaello Cortina, Milano, 2008, Recalcati M. , L’ora di lezione, Torino, Einaudi, 2014, Giacomo Cutrera, Vicepresidente dell’AID-Associazione Italiana Dislessia https://sites.google.com/site/giacomocutrera/slide-6. In base alla politica di integrazione adottata sul proprio territorio nazionale i. paesi possono essere suddivisi in tre categorie. dell’inclusione rappresenta una vera e propria rivoluzione in ambito scolastico. 7 I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (D.S.A.) Può, capitare , infatti, che tali alunni, pur essendo particolarmente dotati da un, punto di vista intellettivo, presentino difficoltà nello studio e possano andare. facendo in modo che la diversità diventi una ricchezza piuttosto che un limite. Piano Annuale per l’Inclusività (C.M. 1 recensione. considerato un caso a confine tra la disabilità e il disturbo specifico. L’inclusione si dimostra essere una risorsa proprio perché obbliga-spinge verso un  cambiamento nel fare scuola. accesso all’istruzione post-secondaria generale, alla formazione professionale, all’istruzione per adulti e alla formazione continua lungo tutto l’arco della vita, senza discriminazioni e sulla base dell’uguaglianza con gli altri.”.3, In tale documento compare ancora il termine integrazione anche se , già in. ), Baldeschi M., Ragazzi Speciali. Il rischio è rintrodurre il concetto di alunni “ speciali” che si distinguono, dagli altri perchè portatori di particolari svantaggi. Una prospettiva pedagogica, Brescia, Editore La Scuola, 2004, Betto F., De Masi D, Non c’è progresso senza felicità, Milano, Rizzoli, 2004, De Anna L., Aspetti normativi dell’inserimento sociale degli handicappati in Italia e all’estero, Tempinuovi, Roma, 1983, De Anna L., Pedagogia Speciale, Roma, Carocci Editore, 2014, De Anna  L., Gaspari P., Mura A., L’insegnante specializzato, Milano, Franco Angeli, 2015, D’Alonzo L., Pedagogia speciale. Ad ogni sezione non possono essere iscritti più di dodici, Per il reperimento dei casi da ammettere alle sezioni speciali e alle scuole, materne speciali, e per l’assistenza sanitaria specifica, il servizio medico, scolastico si avvale di gruppi di esperti”.8, Solo negli anni ‘70 compaiono ingenti trasformazioni nel costume, nella, società, nella famiglia, nella cultura, nella politica che portano alla fine della. La Direttiva 12/12 ridefinisce e completa il tradizionale approccio. 1 recensione. Anche prendendo lo spunto dalla ricerca condotta nelle scuole della provincia di Bergamo, che si colloca nell’alveo delle ultime indagini nazionali, e alla … disabili) esisteva una variegata terminologia: “anormali, subnormali, irregolari, loro anormalità, potevano sì essere educati ed istruiti, ma in strutture, speciali e classi differenziali, in ambienti loro dedicati. 1994) dove viene, affrontato il tema dei bisogni educativi speciali e dell’educazione inclusiva. la comunità educante ha dimostrato maggior. scolastica e sociale p. 104 3.1.1. ostacolo al suo benessere, limitazione alla sua libertà e stigma sociale, indipendentemente dall’eziologia ( biostrutturale, familiare, ambientale-, culturale) e che necessita di educazione speciale individualizzata”.21. Con decreto del Ministro per la pubblica istruzione, sentito il Consiglio, superiore, sono stabiliti per le classi differenziali, che possono avere un, calendario speciale, appositi programmi e orari di insegnamento.”7, Così come nella legge n. 444 del 1968 ordinamento della scuola materna, all’art. Questo complesso panorama interessa tutte le scuole, ed individua quelle che si potrebbero definire in generale come condizioni di svantaggio scolastico, o Bisogni Educativi Speciali ( Special Educational Needs secondo la definizione in uso in ambito internazionale). L’offerta formativa viene calibrata sull’unicità che caratterizza il bisogno di ciascun ragazzo. Gli alunni disabili vengono inseriti in scuole o classi, speciali. Verso gli alunni ha condotto un’osservazione sistematica degli assi di sviluppo, nella consapevolezza che i dati raccolti sono costantemente soggetti a rapidi cambiamenti, poiché “studiare lo sviluppo significa studiare la trasformazione continua dell’individuo nella sua globalità e nel suo divenire”. 9 Capitolo 1. Se oggi , nella Scuola italiana, si pone molta, attenzione agli alunni che presentano “speciali” bisogni è perché, nel tempo, il, legislatore ha guardato con occhio sempre più attento ai problemi del diverso il, cui inserimento nella società è stato, nei secoli, fortemente condizionato dal.

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