Il borgo fantasma di Conza della Campania

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Conza della Campania
Conza della Campania

Dopo l’evento disastroso nessuno è voluto più tornare in quel luogo dove i ricordi sono ancora vivi e segnati sulle pietre. Conza della Campania è stato l’epicentro del terremoto dell’80,  che in quel lontano 23 Novembre ha segnato la storia dell’Irpinia, ma anche di tutta la Campania. Dopo quel terribile giorno nessuno decide di tornare, nessuno sceglie di ricostruire la propria casa, nessuno vuole più ricordare. Come se il sisma avesse buttato giù i muri ma anche l’anima del paese.

Ad oggi, dopo le catastrofi di Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita, Camerino e poi Amatrice, i borghi sepolti sotto le macerie sono purtroppo all’ordine del giorno. Ma fortunatamente, grazie alla ricostruzione, questi borghi fantasmi riprendono vita, ridonando i luoghi ai propri abitanti. Questo è accaduto proprio a Conza della Campania città rinata ad un chilometro di distanza da dove sorgeva prima, più bella e con edifici antisismici. Il borgo colpito dal terremoto è stato lasciato così come era, ricco di ricordi, ma anche di nuove sorprese. Durante gli scavi infatti, è venuta alla luce un’origine osca più che greca per il ritrovamento di un pavimento di tipo italico.

Il Parco Archeologico di Conza della Campania

Conza della Campania. Parco Archeologico
Conza della Campania. Parco Archeologico

Negli anni successivi al terremoto sono state realizzate delle campagne di scavo che hanno portato alla luce dei ritrovamenti straordinari che in realtà sono solo una piccola parte di quello che conserva Conza della Campania. Grazie a quest’opera è stato creato un Parco Archeologico. L’ingresso è fiancheggiato dalla Colonna-Stemma sormontata dalla croce posta nel Largo che porta il suo nome. Prima di entrare sulla sinistra si nota un edificio detto delle Terme, di cui fanno parte elementi di epoca romana. Accostata alla facciata, si trova “La Fontanella”, con alla base un sarcofago del IV secolo con i tipici mascheroni. Salendo lungo Via Porta Nuova e le altre ripide stradine, si fiancheggiano i ruderi delle case crollate col terremoto. Proseguendo il cammino verso l’alto, si raggiunge una spianata occupata dal Foro romano. Nei pressi si trova una cisterna di epoca romana. Proseguendo il cammino verso la vetta del colle si raggiungono i resti dell’Anfiteatro. L’edificio rosa che appare all’inizio, è quella che dovrebbe divenire la Casa della Cultura e che dovrebbe consentire di sfruttare adeguatamente l’enorme patrimonio storico-culturale che si distende ai suoi piedi.

 

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