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Cilento, apre il primo parco faunistico: l’oasi La Fiumara

Cilento, apre il primo parco faunistico: l’oasi La Fiumara

Fonte Articolo e foto Napoli.Repubblica

“Into the wild. In luoghi più vicini rispetto a quelli del film ispirato al libro di Jon Krakauer. Qui, dai tronchi di castagni si diramano rami lunghi e contorti, ornati da pizzi acquamarina di licheni e muschi color smeraldo. La quiete del bosco è quasi tangibile, abbraccia i noccioli, mentre il sentiero che costeggia il fiume con angoli mozzafiato catapulta in un’altra realtà. Riempiendo gli occhi di stupore.

D’improvviso, ecco spuntare il diamante di Gould: un piccolo uccellino color arcobaleno d’origine australiana, di indole molto socievole.
Questo è solo uno scorcio della nuova oasi “La Fiumara”, sessanta mila metri quadri di bioparco, di cui quindicimila di area faunistica, in cui sono ospitate numerose specie di animali autoctoni ed esotici, soprattutto volatili, che vivono come se fossero in completa libertà. Si trova nel cuore del Cilento antico, nella vallata della “Fiumara di Santa Lucia”, affluente di destra del fiume Alento, sul tratto di confine tra i comuni di Lustra e Sessa Cilento (località Felittopiano). E’ suddivisa in cinque grandi aree, a seconda della provenienza delle specie: australiana, asiatica, africana, americana, europea.

Aperto ufficialmente da questa settimana, ideato, costruito e autofinanziato per opera di due giovani fratelli, Luca e Danilo Vaccaro, supportati dal padre Mario, l’oasi “La Fiumara” è uno speciale tipo di parco naturale. E’ finalizzato ad ospitare, proteggere e studiare un gran numero di animali provenienti da tutto il mondo. Diversamente dai giardini zoologici di vecchia concezione, in un parco faunistico, gli animali ospiti vivono in recinti molto ampi, che riproducono per quanto possibile un’area del loro habitat naturale.

Cilento, apre il primo parco faunistico: l'oasi La Fiumara

Cilento, apre il primo parco faunistico: l’oasi La Fiumara

“Non è stato facile trovare il luogo adatto a quello che era il nostro progetto – raccontano i fratelli Vaccaro, entrambi con esperienze già consolidate in oasi naturalistiche -, abbiamo atteso due anni prima di arrivare qui e poi altri per avere i permessi. Tutto è stato costruito a mano dalla nostra famiglia a partire dal 2014: dal recito alle voliere, ognuna di diversa grandezza, in funzione della specie e del numero di soggetti da ospitare, mentre la restante zona è stata lasciata libera e senza copertura per l’allevamento di mammiferi e uccelli non adatti al volo”. 

Le voliere sono coperte, hanno una altezza diversa in base all’ospite e le sue esigenze, possiedono piante e arbusti per riprodurre l’ecosistema naturale, in modo da permettere agli animali di ripararsi dal sole, di appollaiarsi e, soprattutto, di agevolare la loro riproduzione. A questo proposito, gli animali in esubero saranno poi ceduti regolarmente secondo legge. Non mancano ricoveri in legno e abbeveratoi, realizzati sempre a mano, impermeabilizzando conche o avvallamenti già esistenti, resi quanto più naturali con l’aggiunta di massi e pietre. All’interno del parco, sono stati creati anche sei piccoli laghetti – o per meglio dire degli stagni – in cui sono presenti numerosi pesci di acqua dolce, come carpe, cavedani, alborelle, anguille, rane, insetti acquatici e numerose specie di piante acquatiche che prosperano sia nell’acqua che sulle sponde. E poi c’è anche la “Fattoria” con asini, capre, pecore, tacchini, polli, faraone, conigli, galline di diverse razze, maialini. 

“Qui, si giunge attraversando la zona centrale del parco – mostrano l’area destinata alle visite con le scuole -, l’idea è quella di avvicinare innanzitutto i bambini alla grande bellezza e biodiversità che esiste al mondo, attraverso percorsi e attività didattiche all’aria aperta. I ragazzi provano già istintivamente attrazione per il mondo animale e la natura, ma crescendo accade che questo legame venga smarrito. Il ruolo dell’educazione ambientale è quello di rafforzare la relazione, rendere l’individuo consapevole, in modo che possa proseguire da solo questo cammino di armonia con la natura e con se stesso”. In questo punto è collocato, infatti, un vasto spazio con un confortevole anfiteatro, da cui si dipartono tutti i vari percorsi di visite e passeggiate. A stretto contatto con la natura, incontaminata.”

Fonte Articolo e foto Napoli.Repubblica

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