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Ci sono luoghi in Campania che sono magici… fare un elenco sarebbe impossibile. Per adesso iniziamo da Lauro che con il suo Castello incanta e ammalia i visitatori trasportandoli in un’altra dimensione. Ecco un itinerario su cosa vedere a Lauro e nei dintorni.

Lauro e il suo Castello
Moschiano: cosa vedere
Mugnano del Cardinale: il paese della Santa
Taurano: il belvedere sulla Valle del Lauro
Quindici: un paese fertile
Roccarainola e la foresta

Lauro e il suo Castello

Castello Lancellotti, Lauro

Castello Lancellotti, Lauro

Il paese di Lauro è dominato dalla Chiesa dei Santi Patroni Sebastiano e Rocco, immersa nel verde, mentre tutto l’abitato gira attorno alla maestosa mole del Castello Lancellotti. Questo luogo è magico e la sua storia è molto controversa. L’edificio, bruciato dai francesi nel 1799, appare ora come fu ricostruito dal principe Filippo Lancellotti nel 1872, con una architettura che fonde elementi gotici, rinascimentali e barocchi. Oggi è il simbolo del borgo, di Lauro, non solo per il suo valore artistico, ma soprattutto per l’importanza storica. La Torre principale supera i sedici metri in altezza, era usata come ultima difesa in caso di attacco. Molto bello e caratteristico è il cortile interno, dopo il portale d’ingresso, con una fontana e materiale architettonico d’epoca romana. Dal secondo cortile si può accedere alla graziosa cappella privata dei Lancellotti.

Moschiano: cosa vedere

Processione di Lauro

Processione di Lauro. Foto da wikipedia

Moschiano è una bella cittadina  nella Valle di Lauro. Qui si trova la via delle Chiese, con due sole tappe, ma di grande interesse. Da vedere la Chiesa del Corpo di Cristo, che possiede due preziose tele, “la Pietà” del 1500 e la “Comunione degli Apostoli” dell’ ‘800, ed un bellissimo portale ligneo e, sui colli del paese, il Santuario della Carità, risalente al XV sec., la cui origine è spiegata con l’apparizione della Vergine ad una pastorella ed il ritrovamento della statua, ancora oggi molto venerata dai Moschianesi, che portò alla costruzione di una Cappella votiva, divenuta un vero e proprio santuario alla fine del 1800. Una vista a Moschianoperò fa gola anche per i sapori. Infatti, questa è la città del caciocavallo silano.

Mugnano del Cardinale: il paese della Santa

salame

salame. Foto da Flickr

La storia di Mugnano del Cardinale ha lasciato in eredità interessanti monumenti. Da vedere il Palazzo d’Aragona che ospitò le “Reliquie di San Gennaro” prima del loro trasporto al Duomo di Napoli e, come foresteria, accoglie i pellegrini che si recano al Santuario di Montevergine. Il Convento di S. Pietro a Cesarano, autentico scrigno della storia di Mugnano e, per molti anni, sede di un’interessante biblioteca, visitata persino dallo storico Theodor Mommsen. Il Santuario di S. Filomena, con due torri quadrate più alte della cupola con torretta cilindrica, che custodisce pregiate opere d’arte e le reliquie della Martire, meta di migliaia di pellegrini. Nella seconda domenica di agosto, con la tradizionale processione dei battenti, si celebra la traslazione del Sacro Corpo ed il martirio della Santa. A Mugnano non si può andar via senza provare le nocciole e il caciocavallo silano, ma anche il suo famoso salame riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole prodotto agroalimentare tradizionale italiano. La particolarità di tale insaccato risiede nel tipo di asciugatura che in realtà è un’affumicatura ottenuta dall’utilizzo di bracieri che producono fumo e sfrutta anche il vento la cui costante presenza sul territorio contribuisce a concludere il processo, che si arricchisce così degli aromi trasportati dal vento, di faggi, querce e castagne.

Taurano: il belvedere sulla Valle del Lauro

Nocciole

Nocciole. Foto da pixabay

Situato su una bella collina ed eletto a luogo di villeggiatura fin dall’antichità. Il borgo di Taurano è molto caratteristico formato da un insieme di tetti rossi che si stringono intorno alla chiesa del Rosario, con le interessanti tele delle cappelle laterali e il soffitto ligneo, l’abbazia di Sant’Angelo, con il portale in tufo grigio caratterizzato da maschere e rosoni. Ancora il Convento di San Giovanni del Palco, con altare ligneo proveniente dal convento di S. Croce di Palazzo in Napoli ed affreschi del XV secolo, e con la biblioteca. Di enorme interesse, infine, la Villa romana di San Giovanni del Palco, imponente edificio su tre livelli, collocata a ridosso del confine tra i comuni di Lauro e Taurano, che presenta un pregevole ninfeo di età tiberina con decorazioni a mosaico con tessere in pasta vitrea e calcare. La produzione tipica molto conosciuta sono le nocciole.

Quindici: un paese fertile

quindici

Una zona molto conosciuta per la fertilità del terreno e per le numerosi sorgenti d’acqua. Interessanti sono la Chiesa della Madonna delle Grazie, in stile barocco, con il museo parrocchiale che custodisce preziosi arredi, manoscritti, attrezzi della civiltà contadina e reperti archeologici; il Santuario di San Teodoro, meta di molti pellegrini; l’edificio religioso di S. Lucia, in località Mulini; la Chiesa di S.Aniello, e la Torre Medioevale. Soprattutto d’estate la zona è perfetta per molte escursioni che vanno dal Campo Somma al Pizzo di Alvano.

Roccarainola e la foresta

Foresta Roccarainola

Foresta regionale di Roccarainola

Di particolare interesse l’itinerario delle chiese. La parrocchia di San Giovanni Battista ricca di bellezze artistiche, tra cui le statue in legno di Sant’Anna, Santa Rita e San Giovanni Battista, e i dipinti alcuni raffiguranti San Nicola di Bari, San Rocco e la Pietà. La chiesa di Santa Maria delle Grazie, abbellita in stile settecentesco, gravemente danneggiata dal terremoto del 1980. La chiesa di Santa Lucia, con maioliche raffiguranti Santa Lucia, e affiancata da un campanile anch’esso decorato in maioliche. La chiesa di San Simeone e di Santa Maria del Pianto (‘600), ad una sola navata con altari sui lati. La chiesa di Sant’Agnello, risalente al 1561 e ricostruita nel 1907, ad una sola navata e affiancata da un campanile costruito in pietra bianca nel 1922. La Parrocchiale di San Silvestro abbellita da dipinti di Vincenzo Addeo e da statue in legno del XVII secolo. Altra cosa molto interessante a Roccarainola è la foresta, molto particolare anche per la sua collocazione, sul confine delle quattro province di Napoli, Caserta, Avellino e Benevento. Situata all’interno del Parco Regionale del Partenio, la Foresta di Roccarainola con i suoi 900 ettari regala ai visitatori un’esperienza da ricordare nel tempo. I sentieri tracciati dalla natura e dal tempo, così come le strade di servizio create dagli addetti alla cura della foresta, consentono di percorrere itinerari nel verde alla scoperta di un luogo che invita alla sosta ed incanta con la meraviglia di vedute inaspettate, che spaziano dai monti dell’Appennino fino al Golfo di Napoli ed alle isole.

 

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